Milan, andamento da retrocessione eppure è ancora lì: la corsa Champions fa ridere

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A prescindere da come finirà niente potrà cancellare la tristezza della lotta alla Champions 2018/19

In queste settimane abbiamo analizzato la corsa Champions del Milan in tutte le salse: fino al derby la squadra di Gattuso sembrava ormai proiettata, forte anche del terzo posto in classifica, verso il meritato raggiungimento del proprio obiettivo stagionale ma poi qualcosa è andato storto. La sconfitta contro l’Inter e quel non detto che sa di “delegittimazione” di Leonardo nei confronti di Gattuso hanno scatenato un collasso emotivo prima che tecnico dei rossoneri che da quel maledetto 17 marzo hanno raccolto la miseria di 5 punti in 7 partite, un andamento da retrocessione inferiore a quello del Frosinone e pari a quello del già matematicamente retrocesso Chievo Verona. Eppure…

Eppure il Milan è ancora in ballo nella corsa Champions potendo contare sui continui passi falsi delle altre formazioni attrezzate a competere per un posto ne “L’Europa che conta” (Lazio e Roma) fino a farsi recuperare e superare da splendide realtà ma che in una Serie A normale difficilmente a questo punto della stagione avrebbero avuto ambizioni così alte: Torino e Atalanta. I 56 punti del Milan sono gli stessi che l’anno scorso portarono i rossoneri a chiudere la stagione al settimo posto e che a questo punto dell’annata avevano già ampiamente condannato Gattuso e soci a dimenticarsi la Champions per orientare il proprio obiettivo sull’Europa League. Oggi invece il destino del Milan e del quarto posto non è ancora segnato: mancano 4 partite (tutte obbligatoriamente da vincere) per effettuare uno strappo in faccia alle altre contendenti.

Bologna, Fiorentina, Frosinone e SPAL sono tutte gare alla portata ma attualmente allo stesso tempo complicatissime vista la pochezza dimostrata dal Milan nelle ultime uscite. La decisione di Gattuso e società di riunire la rosa in un ritiro forzato ha (speriamo) lo scopo di rinsaldare il gruppo in vista dell’ultimo rush finale. Che sia quarto posto o no ciò che resterà di questa stagione è il triste epilogo che, al di là dei risultati, avvolgerà chiunque centrerà il sogno Champions. Essere “la migliore delle peggiori” deve essere un punto di partenza per il futuro perché arrivare in Europa per restare così non vale e non varrà mai neanche la pena.