"Maledizione della 9" sfatata, ma all'inadeguatezza di chi indossa la 10 chi ci pensa?
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Editoriali

“Maledizione della 9” sfatata, ma all’inadeguatezza di chi indossa la 10 chi ci pensa?

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Calhanoglu

La “maledizione della 9” di Piatek è stata sfatata ma ora occorre recuperare il valore della leggendaria 10 rossonera: Calhanoglu è inadeguato

Piatek con il gol decisivo al Verona ha finalmente interrotto il digiuno che durava da mesi, ora però tocca recuperare anche Calhanoglu e il suo “immeritato” 10. Il calciatore turco, è vero, ha segnato il gol partita contro il Brescia ma le sue prestazioni complessive continuano a stentare la sufficienza, un volto ben lontano dal numero che porta fieramente sulla schiena e che prima di lui è stato attribuito a Campioni planetari come Rivera, Boban, Rui Costa e Seedorf.

Calhanoglu non è il primo flop nei tempi recenti del Milan: prima di lui infatti ad indossare la maglia più pesante di tutte è stato il giapponese Keisuke Honda e prima ancora Kevin Prince Boateng ma il turco, adesso al terzo anno in rossonero, continua ad essere un interprete mediocre soprattutto se paragonato a quanto messo in mostra da altri compagni di squadra come Jack Bonaventura o Suso.

Persino Lucas Paquetà, ultimo “fantasista” arrivato in ordine cronologico, ha mostrato numeri e giocate ben più affini a chi merita di indossare la numero 10 del Milan; tuttavia la discontinuità di rendimento e la difficoltà da parte di Giampaolo nell’individuare il ruolo adatto alle doti del brasiliano lascia ancora qualche dubbio.

Superato (speriamo) il problema della 9 ora è il caso di pensare un po’ a quel numero 10 bistrattato prima dai dirigenti e poi dal campo. Calhanoglu, arrivato nell’estate 2017 per 21 milioni di euro su “intuizione” di Massimiliano Mirabelli, ha utilizzato tutto il tempo a sua disposizione per mettere in mostra il proprio supposto talento, che oggi va giustamente messo in discussione. Giampaolo vede in lui un Jolly del centrocampo ma forse non un titolare, nonostante le prime uscite dicano il contrario, quando all’interno delle rotazioni del tecnico abruzzese entreranno in gioco anche i vari Bennacer, Bonaventura e Krunic forse per il turco le occasioni di mettere in mostra la propria depauperata 10 saranno (finalmente) minime.

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