Loftus-Cheek, il Milan ha ritrovato un’arma in più: Amorim può trasformare la sua quarta vita nella svolta definitiva
Ci sono giocatori che sembrano vivere la propria carriera attraverso continue ripartenze, quasi fossero condannati a dover dimostrare ogni volta di essere ancora quelli che avevano fatto intravedere qualcosa di speciale. Ruben Loftus-Cheek appartiene a questa categoria. E forse, arrivato a quello che potremmo definire il quarto capitolo della sua esperienza rossonera, ha finalmente trovato l’allenatore e il sistema capaci di valorizzarne davvero le caratteristiche.
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Contro il Manchester United, nell’ultima amichevole estiva del Milan, l’inglese ha lasciato segnali importanti. Il voto di 6,5 racconta soltanto in parte la sua prestazione: all’inizio spreca una gigantesca occasione, servito da un recupero alto di Jashari, calciando debolmente addosso al portiere. Ma invece di uscire dalla partita, Loftus-Cheek cresce progressivamente, guadagnando campo e fiducia fino alla splendida cavalcata che lo porta al gol del 2-4.
Ed è proprio questa la sensazione più interessante: non il Loftus-Cheek perfetto, ma quello finalmente coinvolto.
La quarta vita di Loftus-Cheek può iniziare da qui
La sua storia al Milan è stata finora fatta di momenti differenti. Prima il centrocampista arrivato dal Chelsea con l’obiettivo di diventare una pedina importante, poi il giocatore frenato dagli infortuni e dalla discontinuità, quindi quello finito progressivamente ai margini delle gerarchie.
Adesso, però, Amorim sembra voler ripartire dalle sue qualità atletiche e dalla capacità di attaccare gli spazi. In un calcio nel quale i centrocampisti devono saper accompagnare l’azione, inserirsi e diventare pericolosi negli ultimi metri, Loftus-Cheek può avere caratteristiche estremamente preziose.
Il problema, semmai, è sempre stato lo stesso: quanto può essere continuo? Perché il talento non è mai stato realmente in discussione. Il punto è riuscire a trasformarlo in rendimento con regolarità.
Amorim può essere l’allenatore della consacrazione definitiva?
La risposta, oggi, sarebbe prematura. Una buona amichevole non può cancellare mesi di dubbi e soprattutto non può garantire che Loftus-Cheek abbia finalmente trovato la propria dimensione.
Ma può rappresentare un punto di partenza molto interessante.
Amorim sembra chiedergli di essere più aggressivo, più verticale, più presente nell’area avversaria. E contro lo United si è visto proprio questo: dopo un errore iniziale, l’inglese ha continuato a proporsi, ha aumentato la propria presenza nella partita e alla fine ha raccolto il premio più importante.
La domanda, quindi, cambia. Non è più soltanto «Loftus-Cheek è ancora utile al Milan?», ma «quanto può diventare importante nel Milan di Amorim?».
Perché se riuscisse a giocare con questa intensità e questa voglia con continuità, il Milan potrebbe ritrovarsi tra le mani un giocatore praticamente nuovo. La quarta vita di Loftus-Cheek potrebbe essere quella della definitiva consacrazione. Adesso, però, spetta a lui dimostrare che non si tratta soltanto dell’ennesima rinascita estiva.