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Kerkez sul Milan: «È un grande club. Meritavo la prima squadra»

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Milos Kerkez, ex terzino del Milan Primavera, parla così del suo periodo in rossonero in un’intervista a Scouted Football

Milos Kerkez ha rilasciato qualche dichiarazione sul suo periodo al Milan. Le parole dell’ex Primavera, ceduto a gennaio scorso all’AZ Alkmaar, in un’intervista a Scouted Football.

ARRIVO IN ROSSONERO – «C’era molto interesse su di me durante l’inverno. Tutto stava andando veloce perché il periodo era così breve. In realtà volevo rimanere in Ungheria per crescere fisicamente e partire in estate. Due giorni prima della chiusura del mercato, Maldini mi ha chiamato personalmente, voleva un incontro con me e mio padre, abbiamo parlato, ed è stata una grande attrazione per me. Sai quando Maldini ti chiama, non ci sta a pensare troppo.»

PERIODO IN PRIMAVERA – «Ci sono tanti giovani giocatori davvero talentuosi in Primavera e puoi crescere tatticamente lì, il che è stato un bene per me. Ero determinato a mettermi alla prova. Nella mia esperienza in Italia, si è sempre parlato di tattica. Anche in Primavera facevamo un’ora e mezza di analisi video dopo ogni partita. Sono cresciuto molto tatticamente per giocare in modo intelligente e usare di più la testa in campo. Penso che sia stata una buona esperienza di apprendimento e il modo perfetto per crescere.»

ALLENARSI IN PRIMA SQUADRA – «È stato pazzesco allenarsi con la prima squadra. La prima volta che ci sono andato, e mi stavo guardando intorno, c’erano Ibra, Hernández e Leão. Era tutto nuovo per me. Li vedevo in TV due mesi fa e ora mi stavo allenando con loro. È stato incredibile, è stata davvero una bella esperienza. Erano tutti bravi ragazzi. Allo stesso tempo volevo mettermi in mostra, mi stavo allenando molto duramente. Volevo mostrarmi all’allenatore e dimostrare che potevo far parte della squadra»

SCELTA DI LASCIARE IL MILAN – «Mi aspettavo più chiamate in prima squadra. Mi aspettavo di avere una possibilità perché stavo giocando meglio di qualsiasi terzino della Primavera di qualsiasi squadra. Ma sfortunatamente non è andata così. Il Milan è ovviamente un grande club e non è facile da giovane avere una possibilità lì. Ma penso che con le mie prestazioni e quello che ho fatto forse meritavo una possibilità, ma ogni club ha la sua filosofia su come lavorano con i giovani, quindi alla fine ho deciso di lasciare e giocare nel calcio dei grandi.»

TRASFERIMENTO – «Abbiamo avuto molte offerte per andare in prestito, ma essere un giocatore in prestito è una situazione rischiosa. Forse la il club dove vai vuole far giocare il suo giocatore invece che te, quindi la decisione sul prestito non mi è piaciuta molto. Volevo un trasferimento definitivo, ed è stata davvero dura perché il Milan non voleva mollarmi così facilmente. C’erano alcuni club dalla Germania, ma mi è piaciuta molto l’offerta dell’AZ. È stata una decisione semplice per il modo in cui hanno pianificato le cose per me.»

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