Kakà e quell’amore che non tramonta mai: ogni volta come la prima

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Ricardo Kakà ha uno spazio speciale nel cuore di tutti, è arrivato da bambino e se ne è andato da uomo. Nessun altro sarà più amato come è stato lui

Ricardo Iseczon Dos Santos Leite in arte Kakà, basta sentire questo nome per farmi innamorare ancora, come la prima volta che lo vidi giocare con la nostra maglia un pò come quando, a distanza di anni, rivedi il tuo primo amore e che capisci che lei avrà sempre un posto speciale nel tuo cuore o come quando rivedi il tuo amico d’infanzia con la quale sei cresciuto, ecco per me Ricardo Kakà è tutto questo: amico d’infanzia e primo grande amore calcistico della mia vita. Con lui in campo sono cresciuto e diventato ragazzo.

Quando è arrivato, nell’Estate del 2003, io avevo poco più di 8 anni e quando se n’è andato ne avevo 14. Ricordo ancora la prima volta che lo vidi con la nostra maglia, il giorno del suo esordio in campionato contro l’Ancona, allo stadio del Conero di Ancona. L’azione in cui mi iniziai a innamorare di lui è stata quella del secondo goal di Shevchenko: sombrero sul giocatore dell’Ancona e poi, come se avesse appena fatto la cosa più naturale del mondo, stop e lancio lungo per Cafù, in quel preciso istante è scattata la scintilla. Una scintilla che, grazie alla sua classe immensa, è diventata una vera fiamma che arde ancora in me e che si alimenta ogni volta che lui parla del Nostro Milan, perché anche se non gioca più rimarrà sempre un grande tifoso e innamorato del Milan come me, come noi. Lo abbiamo visto crescere, arrivare da ragazzo e andarsene da uomo.

Non ho mai pianto per nessun giocatore ma per lui si: l’ho fatto nel Gennaio del 2009 e quando è stato ceduto al Real Madrid, lo rifaccio ogni volta che vedo un suo video su Youtube e l’ho rifatto anche ieri sera. Solo noi milanisti abbiamo avuto la fortuna di ammirarlo nel suo splendore e di questo gliene sono grato, come lui sarà sempre grato al nostro amore. Per far capire, a chi si è appena affacciato al calcio, chi era Ricardo Kakà basta fargli vedere due azioni: il goal del 2-1 contro il Fenerbaçhe, il secondo goal all’ Old Trafford e l’ 1-0 contro il Celtic. Una forza della natura: classe, velocità, eleganza e freddezza sotto porta unite in un solo calciatore.

Ieri sera, quando si è messo la mano sul petto, è stato come tornare indietro nel tempo quando lui giocava, segnava e esultava insieme a noi. I ricordi, inevitabilmente, sono tornati alla mente, tutte quelle volte che alzava le mani al cielo sapevi che il nostro Milan aveva segnato, soprattutto nelle notti importanti, le notti europee. Insieme abbiamo vissuto tante notti meravigliose: le due notti meravigliose del Manchester, la notte di Atene, la notte del goal contro il Bruges con il Milan in 10 per l’espulsione di Nesta, la notte dell’ Anderlecht e la notte del meraviglioso slalom contro il Fenerbaçhe, ne abbiamo vissute tante con te da calciatore e, con tutto il cuore e l’amore che provo per te, di viverne tante altre con te da dirigente.

Caro Ricardo Kakà, lasciatelo dire, battiti ancora una volta quel pugno sul petto perché, ogni volta che lo fai, ci fai innamorare di te come se fosse la prima volta. Grazie di tutto campione!