Gazidis e il modello Arsenal: ecco tutte le cessioni eccellenti ai Gunners

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Ivan Gazidis all’Arsenal ha ceduto, tra gli altri, Fabregas, Van Persie, Alexis Sanchez, Tourè e Giroud. Ecco la strategia di mercato

Ivan Gazidis prende l’incarico di amministratore delegato all’Arsenal il primo gennaio 2008. Nella prima sua sessione di mercato (senza considerare quella invernale, a pochi giorni dall’assunzione) vende al Barcellona il faro del centrocampo degli inglesi ovvero Aljaksandr Hleb. Inoltre, lascia partire un altro uomo di esperienza importante come Gilberto Silva, finito al Panatinaikos.

Nella stagione successiva l’Arsenal viene smantellata con la cessione di due pilastri, entrambi ceduti al Manchester City diretta concorrente: Kolo Touré e Emmanuel Adebayor vengono pagati dai Citizens complessivamente circa 50 milioni di euro. L’unico vero acquisto è, invece, Vermaelen per 12 milioni dal’Ajax.

Nel 2010/2011 il mercato ristagna con la sola cessione di Eduardo e l’arrivo di Koscielny. Il vero disastro, sportivamente parlando, arriva l’anno dopo. Gazidis vende Fabregas (34 milioni, Barcellona), Nasri (27.5 milioni, Manchester City), Clichy (7.5 milioni, Manchester City) e Eboué (3.5 milioni, Galatasaray) costringendo Wenger a ripartire da zero. Arrivano alcuni buoni giocatori Oxlade-Chamberlain, Arteta e Gervinho con il difficile compito ri rimpiazzare i top player partiti.

Passiamo al 2012/2013…ma si va di male in peggio. L’Arsenal ha praticamente contribuito al rafforzamento del City in rampa di lancio e si appresta a cedere altri gioielli: Van Persie ai rivali storici dello United, Song al Barcellona e Vela alla Real Sociedad. Arrivano Santi Cazorla e Giroud, ma il livello tecnico in due anni è stato abbassato notevolmente.

L’estate successiva è un’eccezione perché a fronte della cessione di Gervinho alla Roma e di Chamakh al Cristal Palace, arriva il colpaccio Ozil dal Real Madrid per 40 milioni.

L’idea di fare un acquisto all’anno è ribadita anche nel 2014/2015. Arriva Alexis Sanchez, ma viene sacrificato Vermaelen (Barcellona) e Djourou (Amburgo) e si risparmia sugli ingaggi di Sagna (Manchester City), Podolski (Inter).

Gli ultimi tre anni di Gazidis all’Arsenal sono segnate da cessioni eccellenti e da acquisti costosi ma spesso sbagliati. Fra questi ultimi sicuramente ci sono Mustafi (40 milioni), l’ex Milan Papastathopoulos (20 milioni), Lacazette (53 milioni); azzeccati quelli di Torreira (30 milioni e Aubameyang (65 milioni). Anche in questi casi però, il prezzo da pagare è stato alto, basti pensare alle cessioni di Oxlade-Chamberlain al Liverpool per 40 milioni, Alexis Sanchez allo United (38 milioni), Walcott all’Everton (23 milioni), Giroud al Chelsea (18 milioni) e Szczesny alla Juventus (13 milioni).

La strategia di Gazidis può essere riassunta così: nei primi anni grandi cessioni anche a squadre rivali dello stesso campionato e pochi acquisti, soprattutto giovani sconosciuti. Dopo 6 o 7 anni si iniziano a fare anche colpi costosi ma solo dopo aver ceduto i propri pezzi pregiati. Il sudafricano farà la stessa cosa al Milan? In caso affermativo, Donnarumma, Romagnoli e Piatek sono a rischio…