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Donnarumma su Twitch: «I tifosi ci mancano. Bisogna sopportare le critiche»

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Intervenuto sul canale Twitch di Justees, Gianluigi Donnarumma ha parlato a pochi giorni del confronto avuto con alcuni tifosi a Milanello

Intervenuto sul canale Twitch di Justees, Gianluigi Donnarumma ha parlato a pochi giorni del confronto avuto con alcuni tifosi a Milanello:  «Sicuramente. I tifosi ti aiutano nei momenti di difficoltà, bisogna anche saper sopportare delle critiche anche quando le cose non vanno bene. Sicuramente ti danno qualcosa in più, purtroppo ultimamente non ci sono ma quando ci sono ti danno tanto. Nei momenti di difficoltà ti possono dare quell’adrenalina per spingere e per portare a casa il risultato. In questo periodo non ci sono e li aspettiamo».

GLI INIZI – «Ho capito che potevo fare il calciatore per professione quando sono partito per la prima volta per Milano. Ho fatto fatica a pensare di dover andare via da casa, quando sono partito e ho visto i miei genitori star male ho pensato che da lì sarebbe iniziato tutto, che sarei diventato un portiere da Serie A».

DEBUTTO IN NAZIONALE – «Non me l’aspettavo, ero lì e c’era Buffon. Il giorno prima il mister mi disse che avremmo fatto un tempo a testa, ero sulla Luna. Non ti dico quando sono entrato. Poi quando entro in campo dimentico tutto. Ma dopo è stata un’emozione incredibile. Prendere sonno il giorno prima… Bisogna lasciare pressione ed emozione fuori. Anche quando fai un errore in partita devi essere bravo a staccare subito altrimenti non ne esci più».

MENTORE – «Ho avuto Abbiati nel mio primo periodo al Milan, è stato importantissimo. Mi ha aiutato a crescere, mi ha fatto sentire importante e tranquillo quando ho avuto l’opportunità di giocare in Serie A. È stato fondamentale nel mio percorso. Essere un mentore in futuro? Non ci ho ancora pensato, ho 22 anni (ride, ndr)».

AMICI NEL CALCIO – «Sono molto amico di Insigne, però diciamo che ho avuto anche altri amici con cui ho giocato contro. Ad esempio Pepe Reina. Quello con cui ho legato tanto è Insigne, abbiamo legato tanto e in nazionale ci divertiamo. In campo siamo avversari, dopo la partita siamo amici».

SOGNO – «Vincere più trofei possibili ma soprattutto vincere il Mondiale. Penso che sia il sogno di tutti i bambini, sarebbe il massimo».

FATTORE PER VINCERE – «Il gruppo, essere uniti, star bene insieme, ti può portare fino alla fine. Poi è normale che fa la differenza anche come stai in campo e prepari le partite, in un torneo lungo e con tante partite fa la differenza il gruppo».