Calhanoglu, il “il giro del campo” in 90 partite: con Rangnick cambierà

Calhanoglu
© foto Hakan Calhanoglu, al Milan dalla stagione 2017/18

Hakan Calhanoglu e i tutti i ruoli ricoperti dal suo arrivo al Milan : a giugno cambierà ancora, ecco i dettagli

Un trequartista puro, abile nel palleggio,dinamico e con un buon tiro: le principali caratteristiche del turco Calhanoglu spesso non coincidono con i ruoli effettivamente coperti in campo, nel controverso patto che ha instaurato col diavolo nell’estate 2017. Acquistato da Mirabelli dal Bayer Leverkusen per 22 milioni di euro, il turco resta uno dei pochi superstiti di una gestione cinese che ha lasciato solo macerie, insieme a Kessie e Conti (quest’ultimo utilizzato, tuttavia, ad intermittenza).

Da “trottola” a certezza

Dal suo arrivo al Milan il turco ha ricoperto tutti i ruoli del centrocampo: mezzala nel 3-5-2 e 4-3-3 di Montella; esterno e mezzala nel 4-3-3 di Gattuso; mediano “alla Pirlo” nel 4-3-2-1 poco fortunato nella breve era Giampaolo, ma solo in questa seconda parte di stagione targata Pioli, il numero 10 versione “trottola” sembra aver trovato la propria dimensione. Nel 4-2-3-1 riproposto assiduamente nel corso delle ultime uscite, infatti, il turco ha potuto esaltare le proprie qualità sia in fase difensiva (pressing forsennato sul playmaker avversario), sia in quella offensiva, (la doppietta al Torino in Coppa Italia).
90 partite tra alti e bassi per Calhanoglu che tuttavia non ne hanno mai pregiudicato lo status di imprescindibile in ogni contesto tattico.

Il ruolo con Rangnick

Con l’arrivo di Rangnick, però, Calhanoglu sarà chiamato all’ennesima trasformazione in un 4-4-2 che potrebbe costringerlo a snaturare la propria posizione ideale agendo magari da interno coadiuvato da un centrocampista fisico dalla stazza possente: uno alla Bakayoko, per intenderci. Difficilmente, infatti, potrà agire da quarto a sinistra, considerando la
volontà del tecnico tedesco di schierare esterni in grado di crossare col piede naturale. Una trasformazione alla quale il turco dovrà far fronte nell’ottica di rinnovare quel patto instaurato col diavolo dall’estate 2017.