Sabatini boccia il Milan dopo il Sassuolo: «Caro Cardinale, altro che "Make Milan Great Again"»
HANNO DETTO

Sabatini boccia il Milan dopo il Sassuolo: «Caro Cardinale, altro che “Make Milan Great Again”»

Sandro Sabatini critica duramente la prestazione rossonera contro il Sassuolo sul suo canale YouTube: «Pochissime idee e troppi limiti»

Il pareggio per 1-1 ottenuto contro il Sassuolo ha lasciato parecchio amaro in bocca all’ambiente rossonero, riaccendendo le perplessità sulle reali ambizioni della squadra. Sul proprio canale YouTube, il giornalista Sandro Sabatini ha analizzato con toni molto critici la prestazione dell’undici di Ruben Amorim, partendo da un messaggio diretto alla proprietà americana e al presidente Gerry Cardinale: «Caro Cardinale, ma non era meglio un bel cappellone da cowboy anziché il cappello futurista Make Milan Great Again? No, non è proprio il caso di alimentare certe speranze dopo la partita vista contro il Sassuolo, finita 1-1: un risultato che consente sì al Milan di continuare questa sua striscia di imbattibilità, ma che mette effettivamente e nitidamente a nudo i problemi di una squadra che ha mostrato anche qualcosa di buono a sprazzi durante questa prima parte della stagione, ma molto poco, appunto, nella partita contro il Sassuolo».

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Un’analisi spietata che mette in dubbio la continuità mostrata finora, evidenziando come i rossoneri abbiano convinto soltanto di fronte ad avversari di fascia decisamente inferiore.

I limiti nei Big Match e i singoli salvabili: «Per il resto, zero»

Proseguendo nella sua disamina, Sabatini ha rimarcato come la flessione arrivi non appena la posta in palio o la caratura degli avversari si alza, rendendo complicato il percorso verso le posizioni di vertice: «Soprattutto, ha convinto in apparenza solo e soltanto quando si è trovata ad affrontare e battere nettamente squadre nettamente inferiori. Scusate la ripetizione di “nettamente”, però lì c’era stata una netta evidenza di disparità di valori, contro il Venezia e poi anche contro il Lecce. Quando si alza un minimo il livello, il Milan o fa fatica oppure si ritrova anche a sopravvivere, diciamo così, dopo aver passato dei brutti momenti, come nella partita contro la Lazio o nella stessa partita contro la Juventus».

Infine, il giornalista ha tracciato un quadro sulle reali possibilità stagionali e sulle poche note liete della rosa, salvando solo una manciata di singoli all’interno di una manovra collettiva insufficiente: «Ecco, questa è l’impressione del Milan, che se è questo non ha speranze di essere great again, almeno come ai bei tempi. Che cosa si intende? Un posto per la Champions League? Sì, il Milan ce la può fare ad arrivare, ma deve sicuramente migliorare, perché al momento questa squadra vive sui gol, sulle iniziative, sulle fiammate e sui colpi anche da campione di Rabiot, a segno tanto per cambiare. Poi vive sulle parate di Maignan: due molto belle a metà del secondo tempo, poco prima del gol del pari, e un’altra alla fine, quando il Sassuolo ha sfiorato il gol proprio come era successo con la Juventus. Poi c’è Gila, che offre un buonissimo rendimento perché riesce sia a marcare l’avversario sia a proporsi. Poi c’è Modric, che viene dimenticato per un primo tempo avvilente in panchina, ed entra nel secondo tempo provando a dare una mano con qualche lancio, un po’ di respiro e un senso nella manovra. Per il resto, zero».

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