Marco Guidi su La Gazzetta dello Sport analizza il tour de force della Nazionale croata di Modric e i piani del tecnico rossonero per la ripresa
Dopo il netto successo casalingo conquistato sul Lecce, per il centrocampista del Milan Luka Modric si sono nuovamente aperte le porte del ritiro della Croazia, come avviene puntualmente da ben vent’anni a questa parte. Tuttavia, le 41 primavere sul groppone impongono una gestione oculata e attenta delle energie fisiche. Il primo ad augurarsi che a Zagabria si tenga conto della sua carta d’identità è proprio l’allenatore rossonero Ruben Amorim, desideroso di riavere il classe ’85 al massimo della condizione al rientro dalla sosta.
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La selezione croata guidata da Bilic è attesa da quattro impegni di altissimo livello in Nations League: si comincia sabato con la trasferta in casa della Repubblica Ceca, per poi sfidare martedì i campioni del Mondo della Spagna. Successivamente arriveranno le due sfide casalinghe del 3 e del 6 ottobre contro Inghilterra e di nuovo contro Lamine Yamal e compagni. Quattro partite probanti in cui l’esperienza dell’ex Real Madrid sarà fondamentale sia in campo sia all’interno dello spogliatoio.
Il piano di Amorim e la voglia di giocare di Luka
In casa rossonera la speranza è che per Modric ci sia spazio anche per rifiatare in panchina, guidando i compagni senza spendere energie preziose in dispendiose rincorse. Al rientro dagli impegni internazionali, infatti, il Milan affronterà un fitto tour de force tra campionato e coppe, e Amorim ha assoluto bisogno di un Modric al 100%.
Il piano logico ipotizzato dallo staff prevedrebbe la titolarità in Repubblica Ceca, un turno di riposo in Spagna, per poi valutare con calma la miglior gestione tra la sfida all’Inghilterra e il ritorno contro gli spagnoli. Resta però da convincere il fuoriclasse croato: come ricordato dal Ct Bilic, «Modric non vuole vivacchiare». Il centrocampista vorrebbe scendere sempre in campo, sia con la maglia della propria Nazionale che con quella del Milan.