Il giornalista di Mediaset Trevisani analizza l’utilizzo del fuoriclasse croato nel Milan di Rúben Amorim: tra gestione delle energie, centrocampo a due e necessità di trovare un equilibrio tattico, ecco perché Luka potrebbe non essere sempre titolare
Luka Modric al centro del dibattito in casa Milan. Il fuoriclasse croato continua a rappresentare uno dei nomi più importanti della rosa rossonera, ma il suo impiego nel nuovo sistema di gioco di Rúben Amorim apre interrogativi sulla gestione della squadra e sull’equilibrio del centrocampo.
LEGGI ANCHE: le ultimissime in casa Milan
A intervenire sulla questione è stato Riccardo Trevisani, giornalista di Mediaset, che nel corso del consueto appuntamento con la sua rubrica per Fantacalcio.it ha espresso una posizione piuttosto netta sull’utilizzo del numero croato. Secondo il telecronista, il Milan dovrebbe valutare attentamente quando schierare Modric dal primo minuto e quando, invece, sfruttarne le qualità a partita in corso.
Trevisani senza giri di parole: «Farei a meno di Modric»
Le dichiarazioni del giornalista non mettono in discussione il talento del centrocampista, ma riguardano soprattutto il modo in cui viene utilizzato all’interno della squadra.
PAROLE – «Se dovessi dirti un Milan ideale ti direi che farei a meno di Modric. Anziché metterlo al primo minuto e toglierlo al 60esimo e la partita sta 0-0 e si decide nell’ultima mezz’ora, magari lo metto nel secondo tempo», ha spiegato Trevisani.
L’idea è quella di invertire la gestione del minutaggio: anziché affidarsi al croato dall’inizio per poi sostituirlo nella fase decisiva, il Milan potrebbe inserirlo nella ripresa, quando la sua qualità tecnica e la capacità di gestire il pallone potrebbero diventare determinanti.
Una soluzione che permetterebbe ad Amorim di dosare le energie del veterano e, allo stesso tempo, di avere a disposizione un giocatore capace di incidere nei momenti più delicati della gara.
Il problema tattico: Modric rende meglio in un centrocampo a tre?
Il secondo aspetto evidenziato da Trevisani riguarda la disposizione tattica del Milan. Il giornalista ritiene che utilizzare Modric in un centrocampo a due possa creare difficoltà, soprattutto nelle partite caratterizzate da ritmi elevati e continui cambi di fronte.
«La quadra con Modric in un centrocampo a 2 fai fatica. Quindi o fai un centrocampo a 3 o diventa estremamente complicato avere Modric a centrocampo», ha dichiarato.
Il tema, dunque, non è soltanto individuale, ma coinvolge l’intera struttura della squadra. Un centrocampo a tre potrebbe offrire maggiori coperture e consentire al croato di concentrarsi maggiormente sulla costruzione del gioco, mentre in un reparto a due le richieste sul piano atletico e difensivo potrebbero diventare più impegnative.
Contro il Sassuolo il dubbio resta aperto
Trevisani ha inoltre sottolineato come la scelta debba dipendere anche dalle caratteristiche dell’avversario. Nelle partite in cui il Milan riesce a gestire il possesso e a mantenere un baricentro più basso, Modric potrebbe giocare anche per tutti i novanta minuti.
Diverso, invece, il discorso contro squadre capaci di pressare, correre e mettere in difficoltà gli avversari attraverso continui cambi di ritmo.
«In altre dove invece c’è più corsa, come ad esempio contro il Sassuolo che è una squadra che ti stressa, ti sbilancia, magari a Modric provi a rinunciarvi», ha aggiunto il giornalista.
Per Amorim la sfida sarà trovare il giusto equilibrio: valorizzare l’esperienza e la visione di gioco di Modric senza compromettere la solidità del centrocampo. La gestione del croato potrebbe quindi diventare una delle chiavi tattiche più importanti della stagione rossonera.