Trevisani difende Amorim: «Servono almeno due anni. Tomori fuori è un errore gravissimo della società»
HANNO DETTO

Trevisani difende Amorim: «Servono almeno due anni. Tomori fuori è un errore gravissimo della società»

L’analisi del giornalista a Cronache di Spogliatoio sul momento del Milan, la gestione della rosa e le critiche al tecnico portoghese

Il giornalista Riccardo Trevisani, intervenuto ai microfoni di Cronache di Spogliatoio, ha analizzato nel dettaglio la situazione in casa Milan e la posizione dell’allenatore Ruben Amorim, finiti al centro di forti polemiche dopo le ultime uscite di campionato.

Trevisani ha esordito criticando la solita fretta nel giudicare il lavoro di una guida tecnica: «Se prendete qualche titolo e qualche tweet del post Sassuolo-Milan, c’era già un clima da tragedia: ‘Il Milan si guarda attorno, pronto a sostituire Ruben Amorim’. Ma parlo anche di colleghi valenti, di quelli con i canali YouTube e tutto il resto, che parlavano di un Amorim per cui, niente, la cura non funziona. È la stessa problematica del discorso sulla Juve: se inizi un progetto, la parola ‘progetto’ non significa ‘pronto intervento’, significa progetto. È una cosa che deve durare almeno un anno, meglio se due. Dopo due anni puoi valutare se i giocatori sono migliorati, quanti infortuni ci sono stati, e la comunicazione, che in Amorim è straordinaria, e poi decidi se questo allenatore va bene o non va bene. Non è che dopo due, cinque o dieci partite lo decapiti e lo sollevi dalle sue funzioni!».

Gli errori della società, le scelte di formazione e la difesa d’ufficio ad Amorim

Nel corso del suo intervento, il giornalista si è poi focalizzato su alcune scelte gestionali a livello societario e di campo, ponendo l’accento sul caso Fikayo Tomori: «Il Milan ha un sacco di cose che deve migliorare a livello societario, perché sta cercando di sistemarsi. Qualcuno ci dovrebbe spiegare, ad esempio, perché Fikayo Tomori fa un partitone a Salisburgo e poi non può far parte di questa squadra. Per me è una follia completamente senza senso. Poi, se vogliamo dire che Mario Gila è l’equivalente dei titolari dell’Inter va benissimo, ma che Tomori non possa fare il quarto difensore o dare un contributo a questa squadra, per me è un errore gestionale gravissimo, e non necessariamente addebitabile a Ruben Amorim».

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Non sono mancate tuttavia le puntualizzazioni su alcune decisioni tattiche prese dal tecnico portoghese durante i match: «Ma al di là di questo, Amorim ha fatto delle cose buone: parla da Dio quando comunica, è veramente bravissimo, anche se sicuramente fa delle cose che non sono per forza giuste. Fa degli errori anche lui: per me, ad esempio, Alphadjo Cisse, che fa il fenomeno a Salisburgo, lasciargli fare zero minuti subito dopo è un errore grave. E quel salamucco di cambio con Loftus-Cheek al 75esimo è un altro errore grave. E infatti il Dio del calcio vede e punisce l’errore, e per momenti fai tre pari, perché le partite non sono mai finite e bisogna sempre continuare a spingere! Quindi voglio dire: così come per Spalletti, non è che Amorim sia perfetto, ma facciamolo lavorare! Il Milan fa vedere delle cose buone, ha ottimi giocatori, sta cercando di trovare una sua identità e ha tanti motivi per dare ad Amorim il tempo di portare avanti il suo lavoro».

Infine, Trevisani ha concluso mettendo in guardia sulle inevitabili critiche dei media che travolgeranno l’allenatore al primo passaggio a vuoto: «Vi garantisco però che al prossimo passo falso resteremo qui a sentire che non parla la lingua, che non capisce il nostro calcio, che non sa trattare i giocatori, che ha sbagliato quel cambio e che quindi va cacciato via perché è un cretino. Purtroppo per lui, Amorim allena i giocatori e non i giornalisti, e questo lo porterà a essere ferocemente criticato da quelli che di mestiere difendono gli allenatori solo per convenienza. Ma Amorim, non vi voglio nemmeno dire se sia bravo o no a prescindere, siccome non ha quella difesa corporativa che hanno altri tecnici, merita che gliela facciamo noi una difesa».

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