Rangnick voleva investimenti e progetti, Elliott cercava un “parafulmine”

Rangnick Gazidis
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Ralf Rangnick ha rifiutato la proposta di Elliott per diversi motivi. Il manager tedesco non ha creduto nel progetto sportivo del fondo americano

Ralf Rangnick ha rifiutato la proposta di Elliott per diversi motivi. Il manager tedesco non ha creduto nel progetto sportivo del fondo americano per riportare il Milan in alto come ai vecchi tempi.

Per inaugurare un percorso servono investimenti sul mercato per rafforzare la rosa: senza di questi, anche il più bravo degli allenatori non può fare i miracoli (al Milan c’è una lunga sequenza di allenatori saltati negli ultimi anni). Inoltre, il tedesco avrebbe voluto più margine di libertà senza i limiti imposti da Gazidis su ingaggi, età dei giocatori, rinnovi e cessioni.

Secondo quanto rivelato dalla Gazzetta, anche la riduzione di 25 milioni del budget di mercato avrebbe influito sulla rottura. Senza contare il tetto massimo per gli ingaggi che al momento al Milan sembra attestarsi intorno ai 2 milioni per i nuovo acquisti.

Rangnick si è sentito come un parafulmine senza reale margine operativo. E viste le precedenti esperienze di Leonardo e di Boban, ha deciso di rispedire al mittente l’offerta lavorativa.