Serve progettualità. Ecco perché continuare con Allegri
Editoriali

Milan, serve progettualità prima dei risultati! Ecco perché Allegri dovrebbe rimanere anche senza Champions

Milan, serve progettualità prima dei risultati! Nella settimana degli elogi all’Arsenal, il quinto posto di Allegri non può portare ad un reset

Con la sconfitta interna a San Siro contro il Cagliari, in casa Milan è arrivato forte e chiaro un terremoto che sembrava già essere nell’aria nelle ultime settimane. La disfatta contro la squadra di Pisacane, ormai priva di obiettivi, è costata infatti la mancata qualificazione in Champions League per la formazione di Allegri. I rossoneri hanno concluso la stagione al 5° posto, un epilogo amaro dopo un avvio promettente e un evidente calo di risultati nel finale.

Le conseguenze di questo verdetto mettono in discussione diversi protagonisti dell’annata milanista, tra ruoli dirigenziali, calciatori e guida tecnica. È proprio su Massimiliano Allegri che si apre il dibattito più acceso in merito a una sua eventuale permanenza in rossonero.

Il Confronto con l’Estero e la Tentazione del Reset

In un’annata che doveva essere di pura costruzione, lo scorso luglio il Milan ripartiva con un nuovo direttore sportivo, Igli Tare, e un nuovo allenatore, proprio Allegri, per avviare un progetto a lungo termine che oggi sembra già dimenticato.

Proprio al termine di una settimana che ha visto al centro dei discorsi l’Arsenal di Arteta (un modello nato dalle delusioni e da anni di graduale scalata della classifica, specchio di una longevità sportiva che in Italia si vede raramente) il quinto posto potrebbe costare un nuovo azzeramento. Il Milan sembrerebbe infatti pronto a ricominciare da capo, con l’obiettivo di risalire subito i gradini della gerarchia del calcio italiano.

Risultati e Gioco: il Paragone con il Passato

Al contrario delle aspettative, il progetto di Allegri si è scontrato con il brutto spettacolo offerto sul campo. Sebbene la qualità del gioco sia spesso considerata secondaria rispetto ai punti conquistati, i tifosi hanno dovuto assistere a una stagione decisamente opaca.

Il tecnico livornese, che in passato ha spesso giustificato le prestazioni opache con l’efficacia dei risultati, ha vissuto in questa annata un calo di rendimento simile, ma persino peggiore, a quello che due anni fa lo aveva visto protagonista sulla panchina della Juventus. Questa volta, però, non è riuscito a compensare la rabbia e la delusione per i risultati mancati con una proposta di gioco convincente.

Facendo un paragone proprio con la Juventus, è corretto evidenziare che anche i bianconeri, in questa stagione, hanno spesso mostrato un gioco più arrembante e dominante, seppur senza trovare la necessaria continuità di risultati. Questo sposta ulteriormente il focus delle colpe sul carattere della squadra, una dinamica spiegata di recente anche dallo stesso Spalletti.

Una Rinascita a Piccoli Passi?

Insomma, in un continuo puntare il dito alla ricerca di un colpevole, l’esempio di Arteta potrebbe fare da punto di riferimento, per una volta, anche nel percorso di una nobile decaduta del calcio italiano. L’alternativa sarebbe accettare la possibilità di rinascere a piccoli passi, anziché puntare tutto su un unico grande salto che rischierebbe solo di nascondere la polvere sotto il tappeto; il tutto, pur comprendendo l’enorme importanza economica che la qualificazione in Champions League riveste oggi per i club del nostro campionato.

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