Il Milan prova a fare di necessità virtù: ecco perché il reintegro di Tomori può essere un bene per i rossoneri, nonostante l’estate da esubero
Il reintegro di Fikayo Tomori, che tanto sta facendo discutere i tifosi del Milan, potrebbe rivelarsi meno negativo del previsto. Il difensore inglese, vissuto da sicuro partente per tutta l’estate a causa di qualche stagione sottotono e del restyling avviato dal club, si è ritrovato confermato nella rosa di Rúben Amorim proprio nelle ultime battute di mercato.
La dirigenza rossonera ha infatti scelto di non affondare il colpo su un nuovo centrale, mantenendo in rosa l’inglese. Per qualità ed esperienza, Tomori si posiziona di diritto come quarta scelta alle spalle del trio titolare composta da Gabbia, Pavlovic e Gila. Entrambi, peraltro, non offrono garanzie totali sotto il profilo fisico, come dimostrano i recenti acciacchi (l’ultimo in ordine di tempo è il problema al ginocchio del capitano rossonero, in dubbio per la sfida contro la Juve). A completare il pacchetto dei cinque difensori ci sono poi De Winter e Diawara che risulterebbero dietro all’inglese, se al top, nelle scelte.
Perché la conferma di Tomori può funzionare?
In primo luogo ha inciso una valutazione economica: visti i cospicui investimenti estivi senza precedenti uscite, acquistare un altro difensore al fotofinish avrebbe comportato il rischio concreto di mantenere a bilancio un ingaggio pesante, come già accaduto per Bondo.
Poi c’è ovviamente anche una chiave tattica che vede Tomori come una buona alternativa nel Milan di Amorim come braccetto di destra, una soluzione non trascurabile considerando che solo De Winter è a suo agio in quel ruolo.
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Al tempo stesso, la gestione del giocatore resta una scommessa per l’ambiente rossonero. Finito tra i “bocciati” ed esposto a diverse critiche, anche da parte dello stesso Amorim, molto dipenderà dalle sue motivazioni nei prossimi mesi:
- Lo scenario negativo: senza il giusto impegno, l’inglese rischierebbe di scivolare rapidamente fino al ruolo di quinta scelta o persino di finire fuori rosa fino a gennaio, azzerando di fatto i benefici del suo reintegro;
- Lo scenario ottimista: una scossa d’orgoglio potrebbe rigenerarlo e convincere la società a puntare ancora su di lui per il futuro.
Senza dimenticare un dettaglio non da poco: l’inglese resta pur sempre uno dei pochissimi superstiti della rosa che nel 2022 ha conquistato il 19° Scudetto rossonero.