Milan, Mirabelli: da santo a dannato in pochi mesi

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La stagione del Milan si sta concludendo con tanta amarezza generale: la squadra ha reso ben al di sotto delle aspettative, e se non dovesse centrare nemmeno l’Europa League, sarebbe un vero fallimento. Mirabelli è ora sotto accusa: tanti soldi spesi, nessun risultato

19 aprile 2017, il Milan dichiara attraverso un comunicato ufficiale di aver affidato la gestione dell’area tecnica e la carica di direttore sportivo a Massimiliano Mirabelli, che in coppia con Marco Fassone, hanno dato così inizio al’era cinese dei rossoneri. La nuova gestione societaria arrivava nel momento giusto, quando ormai la pazienza dei tifosi milanisti nei confronti di Berlusconi e Galliani era esaurita da tempo, e l’arrivo del duo di ex dirigenti nerazzurri veniva di conseguenza acclamato a gran voce da chiunque. Inizia poi la sessione di mercato, con una campagna acquisti faraonica: Mirabelli sembrava aver architettato al dettaglio ogni colpo. Gli acquisti si susseguivano uno dietro l’altro con una rapidità impressionante. Bilancio totale: 230 milioni spesi, tifosi in delirio, record di abbonamenti.

Spesso però la realtà non è mai all’altezza delle aspettative e questo è esattamente quello che è successo al Milan quest’anno, con i rossoneri che hanno condotto una stagione tra alti e bassi (più i secondi dei primi), hanno cambiato allenatore (da Montella a Gattuso), hanno fallito con troppo anticipo il dichiarato obiettivo Champions, subito una pesantissima sconfitta in finale di Coppa Italia con la Juventus e, per finire, si trovano in una pericolosa situazione di classifica che rischia di compromettere addirittura la qualificazione all’Europa League. Come pronosticabile l’entusiasmo dei tifosi è passato da 100 a 0 in pochi mesi, e il ds rossonero, osannato per il mercato faraonico dell’estate scorsa, da beniamino è diventato in poco tempo il capro espiatorio e bersaglio di tutte le critiche. La domanda da porsi sorge spontanea: E’ Mirabelli ad avere dei limiti di competenza tecnica o i giocatori acquistati hanno semplicemente bisogno di tempo per affinare la loro crescita personale e collettiva? La risposta non la sappiamo. Quello che sappiamo è che era abbastanza pronosticabile non raggiungere certe posizioni di classifica utilizzando una tale tattica sul mercato: l’aver acquistato tanti giocatori, più che altro giovani, in una sola finestra, è sintomo del fatto che i rossoneri abbiano in testa un progetto a lungo termine. Il fallimento di questa stagione prevede quindi soddisfazioni per la prossima, o il progetto tecnico è da rifondare completamente?

 

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