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Conferenza Kjaer: «Non chiamateci più giovani. Siamo cresciuti»

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Conferenza Kjaer: le parole del difensore danese alla vigilia del match di Europa League tra Milan e Manchester United in programma domani

Simon Kjaer in conferenza: le parole del difensore danese alla vigilia del match in programma giovedì a San Siro tra Milan e Manchester United.

Kjaer in conferenza

MIGLIORARE – «Dobbiamo sempre migliorare, comunque la partita che abbiamo fatto a Manchester ci da belle risposte. Possiamo sempre cambiare qualcosa per migliorare».

MANCHESTER UNITED – «Continuare a definirci un gruppo di giovani è superato. La strada per arrivare qui è stata lunga, abbiamo superato bei momenti e alcuni difficili e ora possiamo ritenerci maturi. Ovviamente eliminare il Manchester United dall’Europa League sarebbe importante per il gruppo perché testimonia che siamo cresciuti tanto. Ci sono sempre step in un campionato che sono importantissime e domani è una di quelle».

IBRAHIMOVIC – «Credo che Zlatan ci dia sempre qualcosa anche quando non gioca, lui lo sa così come il mister. E’ difficile per me entrare nel merito di quanto ci dia ma con lui sarà sicuramente diverso».

LA PARTITA – «Sapevamo all’andata che se avessimo giocato con le nostre qualità avremmo potuto fare bene. Cavani sarà un grande upgrade ma non cambierà chi scenderà in campo perché abbiamo grande fiducia nei nostri mezzi».

CRESCITA PERSONALE – «Sin dal primo giorno mi è stato chiesto di dare una mano nello spogliatoio facendo vedere ai più giovani cosa volesse dire essere un professionista. Il gruppo è stato fantastico sin dal primo giorno, c’è questa voglia di imparare ed è stato un bel percorso. Anche io ho imparato qualcosa, dobbiamo cercare di migliorare tutti i giorni. Stiamo avendo ottimi risultati sia individuali che di squadra».

TOMORI – «Non lo conoscevo prima che venisse ma la mentalità con cui è arrivato è di spessore. Ha grande fame e voglia di dimostrare chi è ed ha fatto molto bene. E’ un difensore veloce e aggressivo che si vede in Italia, per noi è importante la sintonia. Non è stata una sorpresa perché è un giovane con tantissima qualità».