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Atalanta Milan, Donati: «Due squadre in salute, non vedo una favorita»

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Massimo Donati ha rilasciato qualche dichiarazione a Tuttosport sul big match di domani tra Atalanta e Milan

Giornata di vigilia di Atalanta Milan, big match di questa settima giornata di Serie A. Massimo Donati ha parlato della gara del Gewiss Stadium ai microfoni di Tuttosport. Le sue dichiarazioni.

SULLA GARA«Una bella partita tra due squadre organizzate e che stanno bene. Nonostante la sconfitta in Champions League, i rossoneri restano in salute ed in fiducia. Come la Dea, che la sua partita l’ha vinta. Non vedo una favorita, tutte e due stanno facendo molto bene da diverso tempo ed ora viaggiano sulle ali dell’entusiasmo.»

PUNTI DI FORZA DELLE DUE SQUADRE«L’organizzazione ed il sapere sempre cosa fare. Sia la Dea che i rossoneri hanno un’identità precisa. È logico poi che le partite vengano decise dai singoli, bisognerà vedere quali giocatori risulteranno più determinanti.»

SULLE ASSENZE DI GOSENS ED IBRA«Sono due atleti di un’importanza incredibile, la cui assenza comporta un problema reale. Il Milan è più abituato, non conta su Zlatan da un po’ di tempo. L’Atalanta dovrà fare necessità virtù senza un esterno che garantisce pressione, inserimento e reti.»

GARA DA CHAMPIONS LEAGUE «Assolutamente sì. Si affrontano due squadre che giocano bene e sarà interessante capire quali saranno le mosse degli allenatori per vincere la gara.»

SUL 5-0 DEL 2019«I rossoneri ora sanno cosa vogliono. Hanno fiducia e consapevolezza dei propri mezzi. Può essere stata la gara della svolta. Magari si è scatenato qualcosa nei giocatori che si è palesato in ciò che vediamo oggi.»

SUI DUE ALLENATORI«Sono in totale sintonia con squadra, ambiente e tifoseria, sono determinanti per la classifica delle proprie squadre. Sono stato allenato da Gasperini, è uno dei miei punti di riferimento. È bravo, trasmette ai giocatori voglia e determinazione.»

SCUDETTO «Perchè no? Quando le cose vanno così bene per parecchio tempo è lecito provarci.»

PESSINA«È un esempio, a livello di testa e convinzione, per tutti i ragazzi che giocano a calcio ed inseguono un sogno. Fino a pochi anni fa era in Lega Pro, oggi è campione d’Europa.»

SUL SUO RUOLO DA ALLENATORE«Sono entusiasta di questa avventura alla Sambenedettese. Sarà complicato all’inizio, perchè non abbiamo potuto svolgere la preparazione fisica. La piazza sarà importante. Se voglio arrivare in alto devo cominciare da qualche parte. Sono immerso in questo nuovo lavoro, voglio fare il Pessina della situazione.»

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