Albertini: «Vi racconto il mio Milan. Sacchi e Capello mi hanno aiutato»

© foto Demetrio Albertini firmò il 2-0 con una magistrale punizione

Albertini, intervenuto a Sky Sport per pubblicizzare il suo libro, ha parlato di alcuni personaggi che hanno fatto parte del ‘suo’ Milan

Demetrio Albertini, intervenuto a Sky Sport per pubblicizzare il suo libro ‘Ti racconto i campioni del Milan’, ha parlato sia della attuale squadra, che della sua squadra quando giocava lui con il Diavolo. Ecco tutte le dichiarazioni di Albertini.

Sul libro: «Ho scritto il libro pensando a un genitore con il proprio figlio milanista che gli racconta i successi. È uno spunto per descrivere i campioni rossoneri che hanno giocato con me».

Su Costacurta: «Con Costacurta ho condiviso più momenti che con tutti gli altri, siamo andati anche in vacanza insieme con le nostre famiglie. Ci frequentiamo ancora tanto perché abbiamo la passione del padel in comune. C’è grande stima fra di noi».

Su Ibrahimovic: «Di Ibrahimovic mi ha stupito solo la condizione fisica. Ha una grande tranquillità che aiuta a far crescere questi giovani di talento. Da quando è arrivato lui, questi ragazzi non giocano più contratti. Ha una grande voglia di vincere e non si tira indietro».

Su Van Basten: «Van Basten era straordinario. Lui è stato il primo vero giocatore universale moderna. Aveva tutto, era potente, cattivo, veloce, tecnico. Lo reputo il più forte con cui abbia mai giocato».

Su Sacchi e Capello: «Nel libro parlo di diversi allenatori e giocatori che mi hanno lasciato qualcosa. Mi spiace aver lasciato fuori qualcuno. Arrigo Sacchi mi ha trasformato da calciatore e giocatore di calcio. Mi ha permesso di inserirmi in un gruppo e mi ha fatto diventare professionista. Poi Fabio Capello ha avuto il coraggio di prendermi e di mettermi titolare nel Milan».

Su Gattuso: «Gattuso mi ha un po’ lasciato perplesso dopo la sconfitta in casa contro il Milan perché non mi aspettavo quelle dichiarazioni. In ogni caso, il tutto è rientrato dopo la vittoria con la Roma. Il suo Napoli può lottare per lo scudetto insieme ad altre 4/5 squadre. Sono contento che stia facendo bene».

Su Maradona: «Non ho avuto la fortuna di viverlo intensamente Maradona. Avevo 17 anni quando l’ho visto la prima volta dal vivo. In quella partita ero in panchina e nel riscaldamento non ho guardato i miei compagni, ma guardai solo Maradona».