Carlo Pellegatti ha commentato la scelta del Milan di reinserire Tomori nella rosa di Amorim, mettendo in discussione la linea del club
Il reintegro di Fikayo Tomori nella rosa del Milan continua a far discutere. Dopo essere stato indicato tra i giocatori fuori dal progetto e potenzialmente in uscita, il difensore inglese è tornato a disposizione di Ruben Amorim dopo la decisione della società di non intervenire ulteriormente sul mercato per acquistare un nuovo centrale.
Sul proprio canale YouTube, il giornalista Carlo Pellegatti ha analizzato la scelta del club rossonero, definendola una decisione sorprendente e sottolineando le differenze rispetto alle valutazioni espresse in precedenza sull’atteggiamento dei giocatori considerati fuori dal progetto.
IL REINTEGRO DI TOMORI E LA LINEA DEL MILAN – «Il reintegro di Tomori è una cosa incredibile, ha scandalizzato tutti. Ma come?! I quattro epurati, i colpevoli di tutte le nefandezze, via tutti! E poi, una volta che il Milan non prende il difensore, si accorge che tra i difensori rimasti forse Tomori, dopo Gila e magari Pavlovic, è ancora uno dei più affidabili. E allora hanno detto: ‘Ma scusate, ma perché non reintegriamo Tomori?’. Ma dopo tutto quello che è successo, l’hanno esposto al pubblico ludibrio… Anche Amorim aveva usato parole dure contro questi giocatori, dicendo di volere un ambiente sano. Noi stessi avevamo detto: ‘Giusto: tra il discorso economico-tecnico e il discorso morale, è corretto anteporre quello morale’. E dov’è finito adesso il discorso morale?».
Pellegatti ha poi aggiunto che la gestione della situazione ha lasciato perplessità nell’ambiente rossonero, pur riconoscendo il valore tecnico del difensore inglese e il possibile beneficio per la squadra.
IL FUTURO DI TOMORI E LE SCELTE DEL CLUB – «Diciamo che questa fine del calciomercato ha sbalordito tutti e ha amareggiato tutti, perché non si è capita la linea societaria per quel che riguarda Tomori. Se Tomori era stato considerato colpevole di tante cose che avevano rovinato l’ambiente di Milanello, adesso, improvvisamente, è diventato un santo perché il Milan non ha preso l’ultimo difensore?! E allora lo rimettiamo dentro. È veramente una decisione curiosa. Personalmente ne sono contento: contento come sarei stato se fosse rimasto Gimenez, perché mi sembra che là davanti siamo scarni, mentre in difesa, con Tomori, siamo sicuramente più forti».
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La scelta di reintegrare Tomori apre quindi un nuovo capitolo nella gestione della rosa del Milan. Da una parte il club ritrova un difensore di esperienza e affidabilità, dall’altra resta il dibattito sulla coerenza delle decisioni prese nelle settimane precedenti.