Pioli, collettivo e carattere: compreranno anche i top player?

© foto Rebic e Calhanoglu, i match winner - foto Matteo Gribaudi/Image Sport

Una prova di carattere, la forza del gruppo, i meriti di Pioli: ora la società deve far fare il salto di qualità a questo gruppo

Il Milan schianta la Juventus, chi lo avrebbe mai detto. E soprattutto dopo aver sconfitto la Lazio e la Roma con disinvoltura. All’inizio del secondo tempo quell’uno due bianconero è sembrato un po’ pesante a tutti, per non dire immeritato. I rossoneri avevano giocato fin a quel momento abbastanza bene contro una squadra nettamente superiore. La svolta è arrivato dal collettivo che ha continuato a macinare gioco e a crederci fino alla fine. Sarebbe riduttivo prendere come pretesto il calcio di rigore di Ibrahimovic che ha riaperto la partita. Il carattere del gruppo è uscito fuori, mentre Stefano Pioli azzeccava anche i cambi a partita in corso (vedi Rafael Leao che non vuole smettere di segnare).

A questo punto i riflettori passano sulla società, su Elliott e Gazidis. Non sarà sempre possibile fare queste imprese se dall’altra parte ti trovi un Rabiot che si fa tutto il campo e spara un tiro all’incrocio dei pali o un Cristiano Ronaldo pronto a sfruttare le debolezze del reparto arretrato milanista. La differenza la fa il collettivo, e questo al Milan non manca. Ma per competere ad alti livelli (diciamo quanto meno per una qualificazione in Champions League) serve che la società faccia degli acquisti di valore. Nel Milan della prossima stagione servirà anche quel Gigio Donnarumma che smanaccia sulla linea di porta un colpo di testa nel finale di partita e forse servirà anche il supporto di Bonaventura e Ibrahimovic, benché siano over 30. Gazidis sa bene cosa significa upgrade in inglese. È ciò che ci aspettiamo.