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Milan in Champions: il pagellone stagionale rossonero

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Una stagione sofferta fino all’ultimo ma che riporta il Milan nell’Europa che conta; un traguardo che ha dei volti ben precisi

Soffrendo fino all’ultimo istante, con il rischio di aver buttato tutto all’aria ma alla fine il Milan centra il prestigioso e fondamentale obiettivo Champions League; una stagione che ha dei protagonisti chiari ed inequivocabili e, se è vero quello che ci hanno insegnato i nostri vecchi, l’ossatura di una squadra è composta dalla sua colonna centrale, la sua spina dorsale. Non è dunque casuale che i migliori, al netto di Theo Hernandez, stiano tutti lì in quella colonna: DonnarummaKjaerKessieCalhanoglu Ibrahimovic. Il nostro pagellone alla stagione (tra parentesi le presenze, fonte Transfermarkt):

PORTIERI

G. Donnarumma (48) 7,5 In attesa di questo benedetto rinnovo, Gigio ogni tanto l’errore, anche banale, lo concede ancora ma quante volte ha saputo salvare la squadra con delle paratone determinanti. Senza contare il traguardo delle 250 presenze a soli 22 anni.

Tatarusanu (5) 5,5 Avvio choc con la ‘paperona’ contro la Roma, si riscatta con il miracolo a Praga che vale il 1° posto nel girone di EL.

A. Donnarumma (0) sv Osservatore privilegiato della stagione.

DIFENSORI

Theo Hernandez (45) 8,5 Alcuni passaggi a vuoto (vedi Chiesa nella gara di andata contro la Juve, ndr) ma anche 8 gol e una delle chiavi determinanti dei successi rossoneri in questa stagione.

Calabria (39) 8 L’anno della consacrazione per il frutto del vivaio; si improvvisa anche centrocampista per necessità ma soprattutto diventa il titolare indiscusso della fascia destra.

Kjaer (39) 9 Il gigante danese è il cardine della difesa rossonera; una stagione sontuosa, da gladiatore assoluto. Dategli un attaccante fisico da marcare e lui lo annullerà dalla partita giocando sull’anticipo e prendendo qualunque cosa viaggi per aria.

Dalot (33) 6,5 Inizio balbettante, non sembra all’altezza di una maglia da titolare ma nel finale di stagione inanella buone prestazioni, condite dal gol di Verona.

Romagnoli (30) 5 Gli infortuni non lo aiutano ma lui ci mette del suo fino a perdere il posto in favore di Tomori.

Tomori (22) 8 Un impatto devastante con la Serie A; si guadagna la titolarità ai danni del capitano con la sua forza dirompente e anche una buona maturità tattica.

Kalulu (18) 7 Una sorpresa in tutti i sensi; eccellente da centrale, molto bene anche da terzino. Sembrava un acquisto in prospettiva, si trasforma in una pedina utilissima, specie in inverno quando trova anche il primo gol in Serie A a Genova.

Gabbia (13) 6,5 Stava crescendo di condizione e facendo esperienza fino al crac nella partita di andata contro il Parma.

CENTROCAMPISTI

Kessie (50) 10 Stakanovista stagionale, 14 gol (che sarebbero 15 se solo qualcuno ci spiegasse il ‘mani’ di Manchester, ndr) ma soprattutto il vero motore di questo Milan; dominatore assoluto della mediana. Non poteva che essere lui l’uomo della Champions con la doppietta di Bergamo.

Castillejo (43) 5 Tanti spezzoni di partita, spesso in staffeta con Saelemaekers che gli ruba il posto da titolare; probabilmente non rimarrà perché i suoi pochi guizzi non colmano i troppi passaggi a vuoto.

Calhanoglu (43) 7 Prima parte di stagione a livelli altissimi, scende molto di condizione al rientro da Covid salvo poi chiudere in crescendo nel finale di stagione per un totale di 9 gol e 12 assist; rinnoverà?

Saelemaekers (40) 7,5 L’elemento di equilibrio nello scacchiere di Pioli; corre a perdifiato per dare ampiezza in attacco ma soprattutto per aiutare in fase difensiva; qualità tecniche non eccelse eppure trova tre gol importanti.

Brahim Diaz (39) 6,5 Partenza subito con il gol a Crotone, poi un prosieguo di stagione altalenante almeno fino alla doppia trasferta di Torino dove diventa l’arma in più che suggella la qualificazione in Champions.

Krunic (38) 6,5 Il jolly preferito di Pioli, schierato in qualsiasi ruolo possibile ed immaginabile ma della sua stagione rimane scolpito nella roccia il fondamentale gol di Verona su punizione.

Tonali (37) 6 Di incoraggiamento; malgrado la lunga assenza di Bennacer non riesce a prendere in mano le redini del centrocampo; è una risorsa per la società, lo attendiamo a settembre con un altro piglio.

Bennacer (30) 7 Colpito da infortuni che lo hanno tenuto fuori per larghi tratti della stagione, quelli cruciali, in cui si è sentita parecchio la sua assenza. Quando c’è stato ed era in condizione, le sue geometrie sono state una delle componenti dell’alto rendimento rossonero.

Meite (21) 5 Arrivato per far rifiatare Kessie, verosimilmente a fine stagione lascerà senza troppi rimpianti.

D. Maldini (9) 6 Il suo primo assaggio con il calcio dei grandi, ha ancora bisogno che il mestiere gli entri delle ossa.

ATTACCANTI

Rafael Leao (40) 5 Il suo record per il gol più veloce di sempre in Serie A rimarrà imbattuto per anni; devastante nel girone d’andata, al limite dell’irritante al ritorno. Deve risolvere questo conflitto tra Dr. Jekyll e Mr. Hyde se vuole diventare un calciatore importante e non un Niang qualsiasi.

Rebic (33) 7 Come l’anno scorso, dà il meglio nel girone di ritorno quando inizia a mettere in fila gol pesanti come quelli di Roma e Torino.

Ibrahimovic (27) 8 Ha iniziato la stagione a suon di doppiette; ogni volta che scendeva in campo, il Milan partiva da 2-0, poi sono arrivati i problemi fisici che ne hanno ampiamente limitato l’utilizzo; non è un caso che il Milan con lui in campo creasse azioni da gol a grappoli, senza di lui abbia fatto fatica a fare punti, specie in casa.

Hauge (24) 7 Il suo primo gol a San Siro arriva con la maglia del Bodø/Glimt, la dirigenza rossonera lo porta a Milano e la partenza è folgorante, soprattutto in Europa dove battezza ‘il gol alla Hauge’, ovvero una serpentina partendo da sinistra, entrando in area dal vertice ed aprendo il destro sul palo lungo; finisce pian piano nel dimenticatoio ma se i rossoneri hanno il vantaggio negli scontri diretti sul Napoli lo si deve al suo gol al 94′ così come il punticino strappato alla Sampdoria alla vigilia di Pasqua porta la sua firma.

Colombo (9) 6,5 Il primo gol europeo quando scopre di dover sostituire nientemeno che Ibra ma soprattutto la decisiva spizzata che porterà al rigore del 120′ contro il Rio Ave.

Mandzukic (11) 4 La maledizione della numero 9 si abbatte anche su di lui; zero gol fatti, più tempo in infermeria che in campo; doveva essere un possibile innesto per la lotta Scudetto, è stato un flop assoluto.

ALLENATORE

Stefano Pioli 8 Sì, qualche volta ha sbagliato, talvolta in maniera grossolana ma ha saputo ridare un’anima ed un’identità a questa squadra riportandola in Champions League dopo sette anni e non sbagliando quasi mai i match decisivi. Al mister va un grandissimo ringraziamento, specie da parte di chi, nel giorno del suo ingaggio espresse tutto il suo scetticismo, tra cui questo pagellista.