26 giungo 1968, nasce Paolo Maldini: nasce la leggenda rossonera

Maldini festeggia il compleanno in piena rivoluzione rossonera, una data speciale dunque da ricordare con agli amici di sempre

Maldini 51, no, non è il numero rappresentativo del nuovo direttore tecnico rossonero ma quello dell’età anagrafica che si aggiorna nella giornata di oggi, celebrata da tutti coloro che nel bene e nel “male” (sportivo) sia entrati in contatto con questo campione straordinario. Un campione appunto, dentro e fuori dal campo, forte e determinato sul rettangolo verde, riservato ed umile nella vita reale ma sempre con grande coraggio. Dunque amato, criticato, discusso, questo e molto altro è stato e sarà Paolo Maldini, in veste di giocatore ed ora di direttore tecnico rossonero.

UN VINCENTE A DETTA DI TUTTI- Non è certo un mistero che chiunque ne abbia sentito parlare, anche solo di sfuggita, sa che è stato soprattutto un trascinatore ed un vincente da giocatore ed una persona molto intelligente da dirigente, un po’ meno ferrato sull’istinto, dominato dalla ragione. Paolo nasce proprio a Milano il 26 giugno 1968, e fin da subito si lega indissolubilmente alla sponda rossonera della città. Dopo la trafila delle giovanili, a soli 16 anni viene convocato in prima squadra con la quale esordisce.

DATA STORICA- Il 20 gennaio 1985, il destino vuole che Sergio Battistini si faccia male, il mitico Nils Liedholm con grande intuito e freddezza lo butta nella mischia contro l’Udinese.  Da lì in avanti una salita fatta di vittorie e di trofei ma sempre con il “peso” sulle spalle del cognome di papà Cesare, che nel Milan ha giocato prima di lui, vincendo anche la Coppa dei Campioni nel 1963. Paolo alzerà la penultima della sua carriera esattamente quarant’anni dopo sotto il cielo di Manchester, contro la Juventus in una delle serata rossonere più esaltanti dal punto di vista della sfida. Questo in barba alle maldicenze iniziali legate al proprio cognome.

IL FUTURO INIZIA ADESSO- Un compleanno speciale quello di Maldini, 51 anni ed il Milan da dirigere insieme all’amico Boban e a Gazidis, il quale gli ha dato pieni poteri con la viva speranza che accettasse l’incarico di fiducia. Un anno di “scuola” con Leonardo ed ora il compito più difficile della propria carriera: dopo aver vinto 5 Champions League, l’obbligo di risollevare la squadra e di riportarla dove merita, dove lui sa…lui e Boban. Tanti auguri direttore.