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Ibra: «C’è un solo dio e sono io ma senza i miei compagni non vado da nessuna parte»

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Ibra ha rilasciato una lunga intervista a Gazzetta dello sport nella quale racconta di se stesso ma anche del momento magico del Milan

Ibra ha rilasciato una lunga intervista a Gazzetta dello sport nella quale racconta di se stesso ma anche del momento magico del Milan.

COMPAGNIA DI SCOMMESSE- «Preoccupato? No, perché le cose si stanno risolvendo. Non ho fatto niente contro il sistema, anzi, appena sono tornato in Europa ho subito cercato di sistemare le cose».

SULLA SUPERLEGA- «Non sono molto informato, ma posso immaginare i motivi che hanno spinto quei club ad agire: soffrono economicamente, hanno cercato una strada per riprendersi. Piuttosto, è strano che in certi Paesi come l’Inghilterra sia diventato un affare fra tifosi e club e nessuno abbia chiesto niente ai giocatori che mettono in scena lo spettacolo. Siamo noi che dovremmo giocare di più o di meno».

SI GIOCA TROPPO- «Non credo. Quando un giocatore non gioca si arrabbia, se si gioca troppo si dice che è troppo. Quando c’è il sole è
caldo, quando non c’è il sole manca il sole… Bisogna trovare un equilibrio».

VORREBBE GIOCARE DI MENO- «Al contrario, però forse adesso dovrei imparare a essere più realista e seguire i messaggi del corpo. Invece non ci riesco e vado sempre al massimo».

GUADAGNARE TROPPO- «Cos’è guadagnare troppo? Ciascuno ha un valore, dipende da quanto ti serve quel giocatore. Il valore lo fa il mercato. È come in Borsa»

LA MAGGIORE SOFFERENZA- «Gli infortuni, ma comunque sono stati, da quando sono tornato, diciotto mesi fantastici. Il Milan è in Champions League, i tifosi lo meritavano. Volevo vincere lo scudetto ed eravamo là, in testa… In questi mesi è cresciuta la mentalità della
squadra, è cresciuto il collettivo e così migliorano i singoli».

UN GIOCATORE EGOISTA- «Egoista mi piace, tanti sono re ma c’è soltanto un dio e sono io. Ma senza i miei compagni non vado da nessuna parte e lo so».

QUANTE ARRABBIATURE- «Tutti i giorni. Io mi sento vivo così, secondo me non è negativo arrabbiarsi. È anche un modo per far capire quanto tieni a quello che stai facendo e alle persone che ti circondano. Se dici sempre che va tutto bene, che vita è?».

DISPIACIUTO PER DONNARUMMA- «Molto. Lei mi ha chiesto prima se i giocatori guadagnano troppo, adesso faccio io una domanda: che valore ha Donnarumma? È cresciuto nel Milan, poteva essere il portiere della squadra per vent’anni, magari venti no perché non è
Ibra (Ride) Ma è il più forte del mondo. Avrebbe potuto diventare Mister Milan, come Paolo Maldini. Che valore si poteva dare a Maldini? Non c’è una misura. Se Gigio va via o no non lo so. Serve essere in due per ballare il tango. Io gli direi di restare al Milan fino alla fine».

SU GIROUD- «Più giocatori di grande livello riusciamo a inserire, meglio è. Giroud ha grande esperienza e non abbiamo tanti giocatori
che abbiano vinto trofei. Se viene è il benvenuto. Anche perché questo è un gruppo molto disponibile, che ha voglia di imparare e migliorare,
un gruppo di lavoro ben guidato».

VICE DI PIOLI- «(Ride) L’ho già fatto un anno e mezzo. Ora cerchiamo altre cose da fare».

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