Galliani: «Non si dovrebbe giudicare una società appena venduta»

Adriano Galliani
© foto www.imagephotoagency.it

Il glorioso ex AD Galliani è tornato a parlare del Milan dinnanzi i microfoni del Corriere della Sera: Milan, politica e Monza. Leggiamoli

L’ex AD del Milan Adriano Galliani è tornato a parlare dei suoi Diavoli attraverso i microfoni del Corriere della Sera. L’attuale Amministratore Delegato del Monza e Senatore della Repubblica italiana però porta con innumerevoli successi dai gloriosi anni in rossonero assieme all’ex patron Silvio Berlusconi. Nella lunga intervista si sono toccati diversi argomenti spaziando dall’attuale incarico con la società monzese, alla politica e la crisi di governo sino ad arrivare alla Serie A e al nostro Milan.

La passione per il Milan è rimasta immutata?

«Ormai la cessione era nell’aria. Ma ho scolpita nella mente l’esultanza al gol di Cristián Zapata al 95’ nel derby, prima partita dell’era cinese. Ero in un ristorante in Brera e rovesciai piatti e bicchieri. Questo per dire che nonostante non ricopra più cariche all’interno del Milan la passione per i colori è rimasta immutata»

Come vede la situazione delle due milanesi prima e dopo il passaggio di proprietà?

«L’Inter ottenne il Triplete nel 2010, e l’anno dopo il Milan conquistò lo Scudetto. Poi otto anni di dominio bianconero. Mi auguro che Milano possa tornare alla fase d’oro degli anni Sessanta quando entrambe le squadre vinsero due Coppe dei Campioni. Spero che diventi la locomotiva d’italia anche nel calcio come lo è nell’economia». In merito invece ai zero titoli dopo il passaggio di proprietà: «Ritengo corretto che non si debba giudicare l’operato di una società dopo che è stata venduta. Auguro con tutto il cuore a questa proprietà di riportare il Milan in Champions. Del resto già l’anno scorso ha mancato l’obiettivo per un solo punto».

Juventus rimane la favorita in campionato?

«Mi piace moltissimo Maurizio Sarri che in passato è stato molto vicino al Milan. Ma anche l’Inter ha un tecnico top come Antonio Conte, come il Napoli con Carletto Ancelotti: si giocano le prime tre posizioni e poi spero che il quarto posto sia del Milan».