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Eriksen, parla il medico dello sport: «Può non poter più giocare»

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La redazione di Milan News 24 ha intervistato il dottor Lino Dattola in merito a quanto accaduto a Christian Eriksen nel corso di Danimarca Finlandia

La redazione di Milan News 24 ha intervistato il dottor Lino Dattola, medico dello sport specializzatosi presso l’Università di Bologna attualmente consulente degli ambulatori di medicina dello sport nelle Marche, in merito a quanto accaduto a Christian Eriksen nel corso di Danimarca-Finlandia.

Dottore, cosa è successo ad Eriksen?

«Premesso che abbiamo informazioni attraverso stampa non specializzata, il problema deve essere stato cardiaco con un arresto di cuore probabilmente per aritmia maligna. Le cause abituali di queste situazioni cliniche, che possono portare alla morte improvvisa, per questa classe di età sono:

  • una miocardite subacuta (una infiammazione di origine virale del muscolo cardiaco)
  • una cardiomiopatia (una malattia primitiva del muscolo cardiaco spesso a carattere genetico familiare)
  • una malattia del trasporto degli elettroliti attraverso la membrana delle cellule cardiache anch’essa a carattere genetico
  • una infiammazione delle arterie coronarie che irrorano il cuore».

Possibile che uno dei problemi da lei illustrati non sia stato rintracciato al momento di dare l’idoneità medico-sportiva? 

«La storia clinica, la visita medica, l’elettrocardiogramma a riposo e da sforzo e – in questi atleti di primo livello – anche l’eco-cardiogramma e l’Holter dell’ecg (cioè la registrazione per 24-48 ore dell’elettrocardiogramma anche durante l’attività sportiva) intercettano quasi sempre problematiche di questo genere. Tuttavia una forma pseudo-influenzale da virus respiratorio può dare una miocardite subacuta pressoché asintomatica e ignorata dalla persona. Inoltre lo stress legato ad un impegno sportivo, in una competizione internazionale può eccitare eccessivamente il sistema neurovegetativo simpatico che accelera la frequenza del cuore e favorisce le aritmie».

Questi episodi sono rari? 

«Si ma non rarissimi. In Italia, per decreto ministeriale del 1982, gli sportivi che praticano attività agonistica devono sottoporsi a visita di idoneità medico-sportiva da parte di un medico specialista che non è un pro-forma come molti sportivi e tifosi pensano. A differenza di altri Paesi, come gli Stati Uniti, tale visita è obbligatoria. Qui il filtro degli ambulatori medico-sportivi ha ridotto il numero di morti improvvise o di malattie acute del cuore come l’infarto del miocardio».

Dottore, c’è la concreta possibilità che l’atleta possa non tornare più a giocare? 

«Sì. Bisogna capire quale sia la malattia che ha provocato l’arresto cardiaco ma sarei curioso di conoscere il medico dello sport che gli concede un nuovo certificato di idoneità agonistica».

Grazie al dottor Lino Dattola per la disponibilità. 

 

 

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