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Vieri e il corso da allenatore: «Mai un momento critico, vi dico…»

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Bobo Vieri racconta il suo percorso a Coverciano per il patentino da allenatore e svela qualche retroscena interessante

Al Corriere della Sera Bobo Vieri ha raccontato le sue sensazioni e il suo percorso per prendere il patentino da allenatore prima di dover sostenere l’esame. Ecco le sue parole.

CORSO – «Ne esco molto arricchito. Un percorso tosto, serio, importante, che richiede grande disciplina. E devo dire che i vari insegnanti ci hanno fatto i complimenti»

ESAME – «È stato bello confrontarci con loro, i tempi cambiano, e pure le metodologie. È tutto molto diverso rispetto a quando giocavo, soprattutto nella preparazione atletica e nell’alimentazione. Niente tesina, prima abbiamo risposto alle domande di teoria, poi siamo andati sul campo per la pratica, e qui dobbiamo dire grazie ai ragazzi dell’Under 18 della Fiorentina che si sono prestati dalle 14.30 alle 18.30. Io ho lavorato sul 6 contro 6 a campo ridotto: due tocchi, movimenti ed esercitazioni tattiche. No, non c’è mai stato un momento critico. Questo è un mestiere che ho fatto per 30 anni. L’esame, va detto, è la tappa più semplice se hai lavorato bene durante il corso»

PADEL – «Il più forte? Torrisi. Ma anche Pizarro non scherza, secondo me gioca da 35 anni. Due fenomeni. Una sera scatta la sfida: io e Torrisi contro De Rossi e Pizarro. Il primo set è loro, noi ci prendiamo il secondo. Nel terzo siamo 5-5, mi fermo, sento profumo di pizza: mollo tutto, esco dal campo e li saluto. “Ma dove c… vai?”, urlano. “Ho fame…”, rispondo. In realtà ero a pezzi, non ce la facevo più. Eviterei di riportare le loro parole piene d’affetto mentre mi avventavo sulle pizze».