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MN24 – Collovati: «È un derby Scudetto. Ibra-Sanremo? La società…»

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In esclusiva ai microfoni di MilanNews24, Fulvio Collovati ha detto la sua sul derby, corsa Scudetto e tante altre tematiche

In esclusiva per MilanNews24, Fulvio Collovati, difensore ex Inter e Milan, ha risposto a qualche domanda sul derby, corsa Scudetto ed altre tematiche sul momento dei rossoneri. Ecco la sua intervista completa ai nostri microfoni.

Vigilia del derby. Le due squadre ci arrivano in maniera diversa, un Inter lanciatissima in testa alla classifica mentre il Milan viene da due risultati negativi contro Spezia e Stella Rossa. Che tipo di gara si aspetta?

«Il derby è una partita particolare, ci si dimentica tutti quelli che sono stati i precedenti. È vero, l’Inter sta meglio a livello psicologico, però è anche vero che la sorpresa di questo campionato è il Milan, che per un intero campionato è stato in testa. Poi è inevitabile che quando vengono a mancare giocatori come Calhanoglu, Bennacer o Kjaer, un po’ di flessione è normale. Inoltre è a solo un punto, non 6 o 7. In merito alla partita, il derby è un derby, io li ho giocati per 12 anni, è sempre una partita particolare, indecifrabile per certi versi.»

L’Inter, complice l’uscita dalle coppe, ha avuto una settimana completa per preparare questo match mentre il Milan è stato impegnato giovedì in Europa League e dunque ha avuto solo due giorni per recuperare. In questo senso, trova giusta la decisione della Lega di far giocare questo derby domenica alle 15:00?

«È una scelta che mi è sembrata un po’ strana. Ad esempio la Juve gioca lunedì con il Crotone dopo aver giocato mercoledì. Una gara così importante che si gioca a distanza di poco più di 48 ore è strano. Non voglio entrare nel merito di queste decisioni, ma l’aspetto fisico conta molto perché le gare spesso si decidono nei secondi tempi quando l’allenatore fa i cambi e guarda in panchina per vedere chi ha. Sotto questo aspetto, il Milan ha chiaramente avuto poco tempo per recuperare fisicamente e mentalmente.»

Un derby che vale tanto considerando che le due squadre occupano i primi due posti. Guardando la classifica, pensa che per il titolo sia ormai una questione tra le milanesi o qualche inseguitrice può rientrare in corsa?

«Ci potrebbe essere un ritorno della Juventus per l’organico che ha, ma quest’anno mi sembra davvero incostante. Penso che lo Scudetto dopo tanti anni potrebbe tornare a Milano.»

Possiamo definirlo, oltre a derby Scudetto, il derby più importante degli ultimi 15/20 anni escludendo quelli di Champions League?

«È chiaramente un derby Scudetto. Considerando che negli ultimi 9 anni gli scudetti li ha vinti sempre la Juve, il derby era forse di secondo piano, mentre adesso si gioca tra prima e seconda in classifica. È senz’altro un derby Scudetto. Nel caso dovesse vincere l’Inter andrebbe a +4 e schiaccerebbe l’acceleratore, nel caso vincesse il Milan sarebbe un’iniezione di fiducia per una squadra che è stata in testa per 22 giornate.»

Uno dei giocatori più criticati dalla tifoseria in questi mesi è Alessio Romagnoli. Giovedì ha commesso il fallo di mano da rigore per la Stella Rossa ed in generale non sta dando tante sicurezze. Lei, da ex difensore, che parere si è fatto sul giocatore e cosa gli sta mancando in questo momento?

«Premesso che è un ottimo difensore, su questo non ci sono dubbi. L’aspetto che ho notato, essendo anche capitano, è che dovrebbe prendere più in mano le redini della difesa. Ci si aspettano dei miglioramenti da lui. Se sei stato preso a 21 anni per giocare titolare nel Milan, le qualità le hai. Deve rendersi conto che deve diventare un punto di riferimento per la difesa. Non puoi sempre rimpiangere Kjaer o aspettare che arrivi Tomori, è lui che deve essere il punto di riferimento.»

Uno dei casi che tiene banco al Milan è il rinnovo di Gianluigi Donnarumma. Il giocatore si trova davanti ad una scelta importante per la sua carriera, lei al suo posto cosa farebbe?

«Io quando lasciai il Milan lo feci perché avrei perso la Nazionale, ma uno che cresce così nel Milan e che comincia a giocare a 16 anni deve restare a vita.»

Altro oggetto di molte discussioni è la presenza di Ibrahimovic come ospite fisso a Sanremo. Qualche giorno fa Christian Panucci ha dichiarato che se ci fosse stato Capello come allenatore una cosa del genere non sarebbe successa. È d’accordo? Pensa che Pioli o la dirigenza avrebbero dovuto usare più autorevolezza?

«Il problema è della società. Non capisco perché tirare in ballo l’allenatore, in questo caso la società doveva intervenire. Fare i paragoni Pioli-Capello non è giusto. Il giocatore non so come sarà gestito, per evitare tutto questo la società avrebbe dovuto vietarlo e dirgli: “Tu fai il calciatore”.»