ESCLUSIVA MN24 – Pellegatti: «Rangnick può valere 0 o 100»

Pellegatti
© foto Carlo Pellegatti parla delle strategie di mercato del Milan

Intervistato in esclusiva da MN24, lo storico giornalista Carlo Pellegatti ha detto la sua riguardo al futuro del Milan

Lo storico giornalista Carlo Pellegatti, uno dei massimi esponenti del “milanismo”, ha rilasciato un’intervista a Milannews24 affrontando diverse tematiche: dal passato, al futuro passando per argomenti di stretta attualità, quali l’argomento stadio. Ecco le sue dichiarazioni:

Signor Pellegatti, alla luce di questa complicata situazione che tutti noi siamo costretti ad affrontare, riguardante l’emergenza Coronavirus, può indicarci qualche libro da leggere per ottimizzare questa quarantena?

«Consiglierei assolutamente “120 Milan”, un libro uscito di recente e molto caratteristico. È un bel volume di 400 pagine pieno di foto e storie riguardanti il Milan, che può assolutamente tenere compagnia in epoca di quarantena. Altri ottimi acquisti sono “Favole Portafortuna per i tifosi milanisti” e “Facce da Milan”, molto divertente».

Passando all’aspetto prettamente filosofico e storico, tanto caro al suo bagaglio professionale, quale citazione ritiene più idonea per il momento intricato del Milan?

«M’ispirerò ad una frase ascoltata in una serie Netflix, riguardante una squadra inglese (il Sunderland, ndr), ma riconducibile anche al Milan: “Sunderland untill I die”, ossia «Suderland fino alla morte» e un film intitolato: «Da qui all’eternità». 
Il motivo è molto semplice: il tifoso resta accanto alla propria squadra in ogni momento, dopo ogni sconfitta e dopo ogni delusione. Ciò che conta davvero, non sono quegli undici giocatori che indossano la nostra maglia, quello è un problema secondario, ma la maglia stessa».

In che modo pensa, il progetto Elliot, possa uscire da questa situazione così controversa come quella attuale? E’ favorevole al possibile approdo di Rangnick in una doppia veste allenatore/dirigente? 

«Il vero progetto Elliot, di fatto, partirà da giugno, con Gordon Singer da Londra e il suo braccio destro, Gazidis, a Milano. È un progetto che non prevede più figure importanti come quelle di Maldini, Boban o Leonardo. Sceglieranno l’allenatore e stabiliranno loro le strategie da attuare: se continuare con Pioli o provare la scommessa Rangnick, oppure una terza scelta. Per quanto riguarda il tedesco, è un allenatore dal quale il Milan può avere zero se non dovesse trovarsi a proprio agio a Milano e nel contesto del calcio italiano, ma potrebbe avere anche cento se le sue idee innovative potranno aver successo in una realtà come quella del Milan. Da questo punto di vista, è un azzardo che proverei a fare, considerando altre scommesse vinte dal Milan nel corso degli anni come Sacchi, Capello e Allegri proveniente da Cagliari». 

Tuttavia non si sente di escludere a prescindere la figura di Pioli per l’anno prossimo?

«La conferma di Pioli avrebbe una filosofia diversa che punti sulla continuità che può essere una decisione apprezzabile, anche perché il Milan ha già sbagliato a non tenere Gattuso l’anno scorso. A questo punto la proprietà sarà chiamata ad una scelta all’insegna della continuità o totalmente rivoluzionaria».

Un’altra domanda di stretta attualità che si ricollega anche alla storia del Milan e di Milano: l’argomento stadio. Che idea si è fatto riguardo l’abbattimento di un’icona come San Siro?

«Sono molto combattuto: inizialmente ero assolutamente contrario a questa soluzione, tuttavia dopo aver assistito ad una partita del Tottenham, nel nuovo stadio costruito recentemente a Londra, sono rimasto affascinato dal nuovo impianto. In generale, sono assolutamente fatalista riguardo quest’argomento e accetto con entusiasmo entrambe le opzioni: da una parte c’è l’emozione, la storia di San Siro e dall’altra la bellezza e la comodità di questi nuovi futuristici stadi. Senza entrare nel merito di interessi puramente economici, ma basandoci solo su quelli romantici della faccenda, è come se fossi affezionato ad un castello con problemi di riscaldamento, con pareti umide, ma pur sempre un castello; dall’altra parte, è come se ammirassi un meraviglioso attico con vista mare, davvero suggestivo».