Pirlo: «Ibra, vero che appende al muro. Conte se perde diventa demonio»

© foto screen @skysport

Pirlo Intervistato da Gazzetta dello Sport, l’ex centrocampista di Inter, Milan e Juventus ha fatto il punto in vista del derby e della lotta scudetto.

Pirlo alla Gazzetta dello sport per fare il punto in vista Derby ma non solo, c’è anche lo scudetto in ballo, condiviso quest’anno da Juve, Inter e Lazio.

SUL DERBY – «Fa storia a se perchè il distacco si annulla. Vedo meglio l’Inter ma entrambe sanno che è una partita che può cambiare la stagione, incide non solo sulla classifica ma sull’autostima».

IBRA DECISIVO – «Si, è fondamentale. Alza il livello di attenzione del gruppo, è un perfezionista esigente in tutto e vuole che per gli altri sia lo stesso, lo so per esperienza diretta. I compagni avranno una tensione enorme ad allenarsi con lui, è uno che te la fa sentire. E’ vero che appende al muro, urla, si incavola: così ne ho conosciuti pochi. E in campo, magari non come prima, fa ancora la differenza. Dopo l’infortunio di Manchester certe cose non gli riescono più come prima ma con l’età capisci che puoi correre meno ma farti sempre trovare nella posizione giusta. Il futuro dipende solo dalla sua volontà: io ho smesso alla sua età, 38 anni, per il dolore al ginocchio e perché mi svegliavo chiedendomi perché dovessi ancora andare a far fatica in allenamento».

CONTE – «Non mi ha stupito per niente perché lo conosco troppo bene. Immaginavo l’Inter a questo livello, lotterà per lo scudetto fino all’ultimo. Ti porta a dare il meglio sempre, più di quello che pensi di avere o che hai davvero. E’ malato di vittoria, se perde non gli si può parlare, diventa un demonio».