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Accadde oggi: nel gennaio 2009 Beckham veste rossonero, sedicesimo inglese nella storia del Milan

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Nella storia del Milan, gennaio è un mese di tante “prime volte”: è del 10 gennaio 1909 il primo derby Milan-Inter, vinto dai rossoneri 3-2; risale a gennaio la prima storica goleada alla Juventus nel 1912, finita 8-2; mentre in tempi più recenti gennaio portò un risultato eclatante quanto pesante in Coppa Italia, con il Milan di Capello che si impose sull’Inter per 5-0 nel ‘98.

Gennaio è anche il mese in cui David Beckham esordì nel campionato italiano, proprio con la maglia del Milan. Acquisto inizialmente visto solo come operazione commerciale, l’inglese fece invece valere le proprie doti. Beckham è stato il sedicesimo calciatore inglese a vestire la maglia del Milan nella storia della squadra, in una società che ha un legame particolare con l’Inghilterra fin dalle proprie origini.

I colori del Milan indissolubilmente legati all’Inghilterra: le figure di Kilpin e Edwards

Appena un anno e mezzo dopo la propria fondazione del 1899, il Milan, per dover di cronaca all’epoca denominato Milan Cricket and Football Club, si aggiudicava già il suo primo titolo nazionale. Nulla di particolarmente sorprendente, visto che i rossoneri sono fra le squadre più vincenti in Italia e soprattutto in Europa, e quest’anno le quote di calcio la inseriscono nuovamente fra le candidate allo Scudetto con prepotenza. Ciò che ha del particolare nelle origini del Milan è la presenza di tanta “Inghilterra”: è inglese il primo presidente della storia del Milan, Alfred Edwards, così come inglese è anche l’allenatore del primo titolo, nonché primo capitano rossonero: Herbert Kilpin. Entrambi cofondatori con altri italiani e britannici con cui si incontravano nella Fiaschetteria Toscana di Via Berchet, prima sede ufficiale dei colori rossoneri, queste due figure storiche per i colori rossoneri hanno dato vita a uno dei club più amati e conosciuti al mondo.

Gli inizi ‘900 e il primo dopoguerra: Mac Cormack e Jimmy Greaves

La tradizione e il legame fra inglesi e colori rossoneri è poi proseguita. Oltre all’allenatore, dirigente e capitano Herbert Kilpin, sono stati 15 gli inglesi ad indossare la maglia del Milan fino a oggi. A parte David Allison, Samuel Richard Davies e Hood, facenti parte del movimento italo-inglese che diede vita al Milan Cricket and Football Club agli inizi del ‘900, bisogna citare Sir Thomas Mac Cormack: il primo calciatore nella storia del calcio italiano ad aver indossato sia le maglie dell’Inter che del Milan. Ma è nel dopoguerra che in maglia rossonera circolano nomi inglesi più celebri. Siamo nel 1961 e per Milano passa un certo Jimmy Greaves, che sarà poi uno degli attaccanti più prolifici d’Europa e il più prolifico nella storia della First Division, nome della Premier League inglese fino al 1992. Il soggiorno di Greaves fu però breve, perché l’allenatore di quel Milan, l’indimenticabile Nereo Rocco, non vedeva di buon occhio gli atteggiamenti poco disciplinati dell’inglese, rispedito in Inghilterra appena un anno dopo, lasciando il Milan con nove reti in dodici presenze.

Gli Anni ‘80: Luther Blisset e il presidente Farina

Per oltre vent’anni nessun calciatore inglese ha vestito la maglia rossonera: dal ritorno di Jimmy Greaves in Inghilterra nel 1962, trascorreranno infatti 21 anni prima di vedere Luther Blissett giocare a San Siro. Era quello un Milan che, fresco di promozione in Serie A, cercava di rilanciarsi alle porte delle stagione 1983-1984. In realtà, il centravanti inglese di origini giamaicane viene ricordato sicuramente più per il fatto di essere stato il primo giocatore di colore a indossare la maglia della nazionale inglese che per i cinque goal realizzati nelle trenta presenze rossonere. Dopo il rientro del deludente Blissett al Watford, il presidente Farina decise nuovamente di puntare sull’Inghilterra, assicurandosi per la stagione 1984-1985 le prestazioni di Mark Wayne Hateley, possente centravanti, e Ray Wilkins, detto Razor per i suoi lanci lunghi. Entrambi rimasero a Milano tre stagioni, venendo poi messi da parte dalle scelte tecniche e lungimiranti della nuova presidenza Berlusconi, ma Wilkins viene tuttora ricordato con grande affetto: il centrocampista disputò tre ottime stagioni, guadagnandosi gli applausi del pubblico del Meazza. Lo stesso non può dirsi per Hateley, che in 66 presenze mise a segno soltanto 17 reti.

Gennaio 2009: David Beckham è rossonero

Bisogna aspettare altri quindici anni per vedere il sedicesimo inglese in assoluto della storia del Milan calcare il prato di San Siro. Era il gennaio del 2009 e tra lo scetticismo generale esordiva in campionato all’Olimpico di Roma David Beckham, arrivato in prestito dai Los Angeles Galaxy. In molti pensarono a una mera operazione commerciale da parte del Milan per attirare sponsor e far circolare il marchio, ma la classe e la professionalità di Beckham misero tutti a tacere: il centrocampista concluse la sua mezza stagione con il Milan con 18 presenze e due reti in campionato. La parentesi dell’inglese al Milan fu talmente convincente che Galliani decise di rinnovare il prestito dai Los Angeles Galaxy per la stagione successiva, in cui purtroppo Beckham fu fermato da un brutto infortunio al tendine d’Achille.

Dodici anni fa esordiva duqnue David Beckham, giocatore di una classe straordinaria che ha voluto fortemente fare un’esperienza in rossonero nonostante in carriera avesse vinto già praticamente tutto fra Manchester e Real Madrid. A Milano non ha vinto, ma ha continuato la tradizione che lega in maniera indissolubile i colori rossoneri al calcio inglese.