Roma-Milan 0-2: corriamo, giochiamo e vinciamo… sempre

Kessié
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Il Milan batte la Roma confermandosi in strepitosa ascesa, ora il Diavolo è diventato grande e l’ha scoperto coi suoi più giovani pargoli: Cutrone e Calabria

Il Milan che sbanca l’Olimpico questa sera e inizia nel migliore dei modi il doppio impegno nella capitale è una squadra solida, dalla condizione fisica invidiabile e soprattutto vincente. Con quella di questa sera sono 6 le vittorie nelle ultime sette partite, così come diventano 5 le gare consecutive senza aver subito rete per Gigio Donnarumma che nel giorno del proprio diciannovesimo compleanno si fregia di essere l’estremo difensore di un sistema che con Gattuso al timone è diventato pressoché perfetto. Romagnoli, Bonucci, Calabria e Rodriguez creano un muro invalicabile per la Roma messa in campo da Eusebio Di Francesco che, nonostante l’ingresso di tutti i propri attaccanti a disposizione, non trova varchi e impatta sventolando la propria bandiera bianca. Dalla cintola in giù è un Milan che diverte, corre tanto e costruisce azioni da gol senza aver bisogno della solita giocata individuale. Cutrone è ormai un bomber di razza certificato, a quota 14 reti stagionali sblocca il risultato con una marcatura fotocopia a quella che l’ha reso titolare intoccabile realizzata nel derby di Coppa Italia; il raddoppio è un premio allo splendido stato di forma di Davide Calabria che con un tocco morbido, che poco si addice ad un 21enne, mette ulteriore pressione a Gattuso che da marzo potrà contare anche Andrea Conti come possibile alternativa nel ruolo di terzino destro.

Questo Milan è una squadra, una grande squadra e il lavoro sporco fatto da Lucas Biglia e Kessié sono i preziosismi tattici che mancavano per allungare il passo; Suso e Calhanoglu, fantasisti avanzati di indubbio valore tecnico, sono le armi in più della faretra rossonera tenuta in spalla dal tecnico calabrese che ha insegnato ai propri uomini di comprendere dai propri errori trovando una compattezza umorale e tattica che richiama ai fasti del passato, quelle in cui Gattuso correva e urlava come oggi sì ma coi pantaloncini corti e la maglia del Diavolo sulle spalle.

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