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Moggi a Report: «La Juve fu indagata per 5 milioni. Inter, Milan e altre no»

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Luciano Moggi ha parlato ai microfoni di Rai Tre durante Report. Le parole dell’ex dirigente della Juventus

Luciano Moggi ha rilasciato un’intervista a Report, su Rai 3. Le parole dell’ex dirigente della Juventus, che è tornato sulla questione plusvalenze e su calciopoli.

PLUSVALENZE  – «Se fai una plusvalenza rimandi solo il debito che ti ritrovi negli anni dopo. Noi fummo indagati per una plusvalenza di 5 milioni, la Juve che venne sollecitata dalla Lega calcio per aiutare la Fiorentina che stava fallendo e venne comprato Moretti. C’erano squadre che facevano 200 e oltre milioni e voi le conoscete tutte, come Inter, Milan, Roma. Le procure di quei posti lì hanno archiviato la cosa in pochissimi mesi. La nostra sentenza è durata due anni con 5 milioni fin quando non venne fatta querela contro ignoti dalla Juventus. Gli ignoti eravamo io, Bettega e Giraudo. Il club fece patteggiamento verso gli infedeli e la sentenza finì con il fatto che non sussiste».

CALCIOPOLI – «C’era un sistema Moggi, si diceva, che consisteva nel condizionare il campionato. Ma come facevo a condizionarlo se avevo tutti contro? Poi il giudice del tribunale di Napoli dice che il progetto doveva essere fatto al calcio in generale».

COMMISSIONI – «Ci sono agenti potentissimi come Mendes e Raiola e poi ci sono gli agenti che sono nelle società di calcio e aiutano a trovare i giocatori. Il procuratore non fa male a una società, la società si fa male da sola quando non sa trattare. Io ho fatto squadre forti con Raiola. Sapete quanto gli ho dato per avermi fatto prendere Nedved ed Emerson dove fece da intermediario? E anche Ibrahimovic? Tutta l’attività di Raiola mi costò un milione».