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Paparesta: «Cakir va sospeso, sul rigore non ha neanche rivisto le immagini»

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Gianluca Paparesta ha parlato dell’arbitraggio di Cakir nel match di Champions tra Milan e Atletico Madrid. Le sue parole

Intervenuto ai microfoni di TMW Radio, Gianluca Paparesta ha commentato l’arbitraggio del turco Cakir in Champions League. Le sue parole sulle decisioni in Milan Atletico Madrid.

RIGORE – «Non ho capito le motivazioni per le quali l’arbitro turco non sia andato neppure a rivedere le immagini. Nel momento in cui viene concesso un rigore decisivo, l’arbitro e il VAR devono assicurarsi che non ci siano vizi sull’azione. Si vede chiaramente il tocco di Lemar prima di quello di Kalulu, un tocco volontario per sistemarsi il pallone. L’arbitro avrebbe dovuto intervenire e non convalidare il calcio di rigore. Questo risultato può costare la qualificazione al Milan».

POSIZIONE CAKIR – «Sarebbe stato accettabile in un arbitraggio pre VAR, e tutti avrebbero accettato quest’episodio come errore arbitrale, essendo lui coperto nella visuale. Ma col mezzo televisivo, in questo caos, bisogna andare a rivedere l’episodio. Al di là dei protocolli, in quel caso si va a rivedere un episodio del genere, in quel contesto, nei minuti finali, con la tensione massima. Le immagini sono chiare e, con la possibilità di rallentare, si vede il tocco di Lemar».

VAR – «Dobbiamo sfatare un falso mito: anche se l’arbitro viene richiamato al VAR , spesso non ci va, perché è forte sul piano della personalità. Non è un problema reale questo, altrimenti verrebbe meno la validità del VAR. L’arbitro è un essere umano, non è una diminutio ammettere un errore».

ANCORA SUL VAR – «Non si può non avere il coraggio di prendere una decisione del genere. Con la pressione di dover comunicare ciò che era accaduto, il primo tocco di Lemar deve essere sfuggito al VAR . L’errore dell’arbitro è giustificabile, un dato oggettivo dato dalle immagini non può non essere visto, e chi è deposto a fare questo non può più andare in sala VAR . Non posso pensare che il VAR possa aver detto a Cakir che c’era il tocco e che Cakir non abbia voluto ascoltare».

ESPULSIONE KESSIE – «Da osservatore neutrale bisogna dire che quello è un errore di Kessie».

SOSPENSIONE CAKIR – «Assolutamente sì e auspico da tempo una spiegazione agli errori arbitrali, perché la comunicazione elimina tante problematiche. Siamo ancora indietro».

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