Milan, nessun rischio esodo: l’esclusione dalle Coppe fa male ma non è un dramma

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Il pessimismo proveniente da Nyon sembra destinare il Milan ad una stagione senza Europa League: una mazzata psicologica più che economica che comunque non rappresenterebbe un dramma. Nessun esodo alle porte: con due competizioni i rossoneri potranno più facilmente puntare alla Champions nella prossima stagione

Rimbalzano da giornale a giornale le notizie riguardo un possibile esodo di gran parte della rosa milanista verso altri lidi a causa della sempre più probabile estromissione della società rossonera dalla prossima Europa League per mano delle Uefa. Una notizia che ci sentiamo di smentire categoricamente e che non porterà alla partenza massiccia dei giocatori fino a questo momento considerati intoccabili come Romagnoli e Bonucci. Il Milan, che si appresta a lavorare in vista del secondo calciomercato estivo di stampo cinese, rinforzerà la rosa con l’arrivo di 3/4 elementi capaci di far fare il salto di qualità e allo stesso tempo si priverà di giocatori considerati “sacrificabili” ma solo alla giusta offerta: Donnarumma, Suso, Kalinic e Rircardo Rodriguez sono attualmente i giocatori su cui il Milan può e vuole lucrare ma se per il portiere e l’esterno spagnolo il Liverpool si è già mosso d’anticipo (leggi: Il Liverpool rilancia per Donnarumma), per Rodriguez e soprattutto Kalinic le possibilità che in via Aldo Rossi giungano offerte realmente allettanti, capaci cioè di non permettere al Milan di compiere minusvalenze, sono piuttosto basse. In aggiunta ai nomi appena citati potrebbe anche rientrare quello di André Silva ma per eventuali operazioni di calciomercato si attenderà la conclusione dei Mondiali che il portoghese giocherà probabilmente da titolare al fianco di Cristiano Ronaldo.

In attesa di scoprire quale sarà il destino del Milan con la sentenza della Uefa prevista per metà giugno filtra pessimismo riguardo le chance dei rossoneri di poter disputare la prossima Europa League. Una mazzata psicologica ancor più che economica che però non rappresenterebbe un dramma: l’Inter nella stagione appena conclusa ha infatti dimostrato come il potersi giocare due competizioni anziché tre possa facilitare il percorso della squadra in vista di obiettivi più grandi come il quarto posto necessario per la qualificazione in Champions League, quella sì che farebbe la differenza.

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