Milan che disastro ma per 52 minuti hai fatto la partita perfetta

Calabria Higuain
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Analizzando il match di ieri sera tra Napoli e Milan vengono alla luce i limiti di una squadra che ha nel centrocampo il proprio punto debole

Le parole di Gattuso del postpartita di Napoli-Milan sono quello di un allenatore abile nel fare muro intorno al gruppo ma anche di un analista attento e meticoloso. Effettivamente il suo Milan ha spento la luce e l’ha fatto dopo aver giocato la partita perfetta, stare sullo 0-2 al San Paolo non è da tutti, a causa di un errore individuale. La palla persa da Lucas Biglia sulla propria trequarti che ha innescato la rete del 1-2 di Zielinski colpevolizza di certo il regista argentino (autore peraltro di una partita nel totale insufficiente) ma va conteggiata nel computo di una squadra, il Milan, che fa del possesso palla e delle ripartenze con palla bassa sin dalla difesa il proprio paradigma calcistico. Eppure il Milan dopo quel gol non c’è stato più, l’equilibrio tattico visto fino a quel momento è scomparso dando così al Napoli la possibilità di infliggere altre due pugnalate al cuore del Diavolo rimasto in balia dell’avversario a petto scoperto. La seconda metà della ripresa disputata dal Milan ha messo in luce tutti i limiti di un centrocampo incompleto che non si presenta all’altezza degli altri due reparti capaci, pur con diverse defezioni, di mettere alle corde fino al minuto 52′ una diretta concorrente ai primi quattro posti.

Lo sfilacciamento tattico e strutturale visto dopo la prima rete di Zielinski è figlio di un insufficiente prova di diversi elementi del reparto mediano, tra cui si salva solo Bonaventura, come Kessié e il già citato Biglia ma anche del neo-acquisto (arrivato da poco e dunque giustificabile) Bakayoko apparso fin troppo incerto sulla posizione da ricoprire e totalmente privo di ogni responsabilità propositiva. Le difficoltà mostrate persino negli ultimi convulsi minuti di partita in cui il Milan avrebbe dovuto buttare palla in mezzo per provare l’assalto finale e agguantare un pareggio meritato sottolineano la poca lucidità dei rossoneri rimasti di fatto a fare melina nonostante l’inesorabile scorrere dei tre minuti di recupero decretati dal direttore di gara Valeri. La sconfitta brucia e brucerà ma la gara del Milan ha per quasi un’ora convinto sia tifosi che addetti ai lavori e sarà il punto di partenza su cui basare la restante stagione a partire dalla sfida di venerdì prossimo a San Siro contro la Roma. L’ennesima splendida prova di Calabria, i buoni movimenti di Suso e Bonaventura e la capacità di fare reparto da solo di Higuain anche a difesa avversaria schierata torneranno molto utili nel corso dell’anno e quando anche il centrocampo rossonero risulterà essere all’altezza della situazione.

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