Zlatan non sarebbe più una figura para-dirigenziale del club rossonero: il suo futuro resta legato a RedBird e al ruolo di Senior Advisor, con competenze sulle questioni calcistiche
Zlatan Ibrahimovic è sempre più defilato nelle dinamiche del Milan. Le apparizioni pubbliche al fianco di Gerry Cardinale sono diminuite e anche la presenza a Milanello è diventata sporadica. Un cambiamento che alimenta interrogativi sul peso effettivo dello svedese nelle decisioni rossonere.
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Secondo quanto riportato da Calciomercato.com, Ibrahimovic non sarebbe più da considerare una figura para-dirigenziale interna al Milan. Il suo incarico rimarrebbe quello di Senior Advisor di RedBird, con il compito di consigliare la proprietà sulle questioni legate al calcio.
LA SVOLTA E LE PAROLE DI CARDINALE
Il ridimensionamento del suo ruolo si inserirebbe nel riassetto della struttura societaria, che ha coinvolto diverse figure dell’area tecnica e manageriale. Non è chiaro, tuttavia, se il cambiamento sia stato deciso direttamente da Ibrahimovic o dalla proprietà.
A chiarire la distinzione era stato lo stesso Gerry Cardinale, sottolineando che Zlatan lavora per RedBird e non direttamente per il Milan. L’obiettivo iniziale, secondo il proprietario, era sfruttarne leadership, mentalità vincente e competenze calcistiche per consigliare la proprietà, non affidargli il controllo delle decisioni del club.
Sul fronte economico, La Verità aveva inoltre riferito di un contratto quinquennale con un compenso base di un milione di dollari e warrant convertibili legati alla possibilità di acquisire ulteriori quote societarie.
Il punto, dunque, è capire quale spazio resterà a Ibrahimovic nel nuovo Milan. Da uomo simbolo e presenza centrale del progetto a consigliere della proprietà: una differenza sostanziale che potrebbe ridisegnare definitivamente il suo rapporto con i rossoneri.