Hendrik Almstadt: il laureato ad Harvard che sceglierà il prossimo allenatore del Milan

Henrik Almstadt
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Hendrik Almstadt: cerchiamo di scoprire qualcosa sulla nuova figura dirigenziale in rampa di lancio in casa Milan

Hendrik Almstadt: non tutti forse siete a conoscenza di questo nome. Beh, lasciatevelo dire, fate male. Da lui infatti dipenderanno molte delle future scelte sportive del Milan. La rivoluzione all’interno degli uffici di via Aldo Rossi orchestrata da Gazidis, solamente anticipata dal licenziamento di Boban, abbraccerà vasti confini e la figura di Almstadt sarà uno degli ingredienti principali sul piatto nella nuova portata rossonera. Facciamo ora però un passo indietro e scopriamo qualcosa di più riguardo a questa figura.

Hendrik Almstadt: il curriculum

Hendrik Almstadt, nato il 1 gennaio del 1973, si laurea alla “London School of Economics” e consegue alla “Harvard Business School” un Master in Business Administration (MBA). Completati gli studi trascorre esperienze lavorative come analista per Goldman Sachs a Francoforte e come direttore associato della società di private equity 3i Investments a Londra. Un curriculum niente male, già. Ma che c’entra con il calcio? Ancora un po’ di pazienza e ci arriviamo.

L’esperienza all’Arsenal e il disastro all’Aston Villa

L’ingresso di prepotenza nel football Almstadt lo fa con l’Arsenal, club con cui lavora per cinque anni fianco a fianco proprio con… Ivan Gazidis. Ai Gunners svolge un ruolo simile a quello di un “analista dati”: per intenderci il compito trova il suo principale sviluppo nell’esaminare tutti gli aspetti delle funzioni tecniche e sportive del club, dalla prima squadra al settore giovanile. Dallo scouting al reclutamento dei giocatori, dall’analisi dei dati alla gestione dei contratti, fino al budget finanziario: uno sguardo economico immerso nella gestione del club.

Il primo vero e proprio contatto con l’area più prettamente “di campo” Almstadt lo ha nella stagione 2015/16 all’Aston Villa, club che lo ingaggia nel ruolo di direttore sportivo. Con i Villans prova a replicare il suo schema organizzativo, figlio di ortodossa formazione economica, fatto di analisi dei dati ed esamina delle prestazioni atletiche. Il risultato? Storica e cocente retrocessione per il club inglese e divorzio anticipato per il dirigente tedesco. Le cause di tale fallimento sono facilmente identificabili nell’entità del curriculum di Almstadt e ulteriormente confermate dalla sorpresa provata da fonti interne all’Arsenal, come scritto in un articolo dal Birmingham Mail, circa l’assunzione di una carica così importante all’Aston Villa.

La chiamata del Milan

A reintrodurre nel mondo del calcio Hendrik Almstadt, ormai quasi dimenticato, ci pensa l’ex collega Ivan Gazidis, che nel gennaio del 2019 lo chiama al Milan ricollocandolo nell’ambito economico-amministrativo. Investire in società per avere un ritorno da distribuire a chi affida loro i soldi che devono rendere: altro non è che questo l’obiettivo del fondo proprietario del Diavolo Elliott, che entro una determinata soglia di tempo intende rendere il club rossonero una macchina autosufficiente, con conti attivi e in grado di autofinanziarsi grazie ai ricavi tv, agli sponsor, agli introiti del nuovo stadio e ad attività commerciali varie. Proprio per questo motivo l’amministratore delegato del Diavolo ha voluto fortemente che Almstadt occupasse una delle scrivanie degli uffici di via Aldo Rossi. E sinceramente, seguendo questo il filo rosso poc’anzi citato, la scelta sembrerebbe avere anche senso.

Di cosa devono preoccuparsi i tifosi

Dove sta allora l’inganno? Direte voi. Beh, mese dopo mese il dirigente tedesco occupa una posizione di rilevanza sempre maggiore all’interno dell’organigramma rossonero. Secondo quanto riportato dalla Gazzetto dello Sport, addirittura, con il pressoché scontato addio a fine stagione di Maldini e Massara, Almstadt andrà a ricoprire il ruolo di nuovo direttore sportivo del Milan. Già, dopo l’esperienza-shock con l’Aston Villa, il laureato ad Harvard tornerebbe ad assumere un ruolo con responsabilità “di campo”. Un incarico che, come potrete benissimo dedurre, oltrepassa di molto la sfera di competenze riguardante la gestione economico-amministrativa del club.

Secondo Sky addirittura Almstadt, insieme a Moncada, sarà incaricato di scegliere il prossimo allenatore rossonero (inevitabile il collegamento che porta a Ranngick, con il quale condivide tra l’altro la medesima lingua madre). Una notizia, questa, che qualora dovesse verificarsi dimostrerebbe l’effettiva presa di potere da parte del dirigente del Milan all’interno delle gerarchie dell’area sportiva del club di via Aldo Rossi. Senza alcuna conoscenza delle dinamiche del campionato italiano, senza cultura di campo, senza l’appoggio dei tifosi e con precedenti tutt’altro che confortanti: il futuro calcistico del Milan dipenderà da Hendrik Almstadt, il mago dei conti laureato ad Harvard.