Gattuso: «Pecco d’inesperienza, ma siamo una squadra giovane. A volte vorrebbero prendermi a testate»

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Gennaro Gattuso non troppo soddisfatto della vittoria ottenuta oggi dal suo Milan dopo sei gare caratterizzate da 4 pareggi e due sconfitte. Oggi col Bologna tornano i tre punti, fondamentali per la corsa all’Europa League

Intervenuto al termine della partita vinta soffrendo dal suo Milan contro il Bologna, Gennaro Gattuso ha così parlato della corsa al sesto posto ancora viva: «Ora conta solo non perdere punti per strada. Pensiamo al Verona e alla finale di CoppaItalia, poi verrà lo scontro con l’ Atalanta. Siamo giovani e serve tempo ma ci sono le basi per far bene in futuro». 

Bologna: «Oggi dovevamo vincere ma abbiamo fatto di tutto per non farlo. Non era facile vincere per la tensione che abbiamo vissuto nei giorni successivi alla sconfitta con il Benevento. Non era facile venire qui e creare tante occasioni da gol portando a casa tre punti importanti. Però c’è da riflettere sul perché a volte non riusciamo a chiudere le gare, è un problema che ci portiamo da tanto tempo». 

Sulle brutte prestazioni dopo il rinnovo: «So bene che è un mondo in cui a volte sei bello e biondo e altre brutto come Gargamella. Conosco questo mondo, ora lo vivo da allenatore e ci sta. Penserei a quanto è giovane questa squadra e all’esperienza che dobbiamo accumulare sia i giocatori che io. Sono un quarantenne e non un sessantenne, debbo correggere alcuni errori di inesperienza anche io». 

Sulle polemiche extra-campo: «Questa è una squadra che ha giocato tantissimo iniziando a luglio la stagione, sappiamo che qualche giocatore non è al massimo della condizione. Sono sicuro che ci sia qualche giocatore che mi vuole dire le capocciate quando dico certe cose ma non lo fanno per rispetto, io debbo essere obiettivo e realista. Per giocare a calcio e indossare una maglia del genere non basta allenarsi bene e timbrare il cartellino, io ho il dovere di far concentrare i miei ragazzi e fargli rendere al meglio. Pensiamo a fare il nostro dovere, non dobbiamo pensare a fattori esterni, niente chiacchiere da Bar». 

Su André Silva: «Ho fatto delle scelte, Cutrone teneva bene il campo, poi ho scelto Kalinic. Rispondo così i tifosi, André Silva non è la priorità, l’importante era vincere».

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