Gattuso: «Domani sarà come una Finale di Coppa del Mondo, per riportare l’entusiasmo occorre un trofeo»

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Vi riportiamo le parole di Gennaro Gattuso in conferenza stampa oggi alla vigilia della Finale di Coppa Italia contro la Juventus

Gattuso in conferenza stampa alla vigilia della Finale di Coppa Italia contro la Juventus ha così parlato dell’importanza della gara che si disputerà mercoledì allo stadio Olimpico: «Per noi questa Finale è come una Coppa del Mondo, ho percepito la voglia dei tifosi e degli stessi giocatori di riaccendere l’entusiasmo e per farlo sono sicuro che basta poco. Basta portare a casa un trofeo. Non ho caricato i ragazzi in questi giorni perché questo tipo di partite ti carica da solo. La Juventus è una grande squadra e dovremo fare la partita della vita per portarla a casa ma sono sicuro che vincere domani riaccenderebbe l’entusiasmo di tutto l’ambiente, tifosi in primis». 

Sull’atteggiamento da usare – «Non dobbiamo essere remissivi in qualsiasi momento della partita dobbiamo giocare concentrati per 100 minuti, non dobbiamo commettere gli stessi errori compiuti a Torino nell’ultima partita. Panchina lunga della Juve? Con la giusta organizzazione e concentrazione, faticando si può sopperire a questo gap. La testa ti permette di far cose straordinarie, dobbiamo far scattare qualcosa proprio lì». 

La pressione – «Io sento una pressione pazzesca addosso: sento quella dei milioni di tifosi così come delle persone che mi vogliono bene. Sono un appassionato ma prepararla da allenatore è molto diverso da prepararla da giocatore». 

Sull’aneddoto della Lumaca mangiata nel 2007 – «Sono convinto che a vincere i trofei sia lo spogliatoio e non il singolo, a volte occorre sdrammatizzare per stemperare la tensione. E quella vola, visto che non mi fa schifo niente, ho mangiato una lumaca». 

La partita più importante da quando sono allenatore – «Sì, è la partita più importante. Ho 150 partite sul groppone da allenatore, è arrivata qualche delusione così come qualche soddisfazione spero che domani se ne aggiunga un’altra. Occorre dare tutto in campo, se si fa questo allora perdere contro una squadra più forte ci può stare. Finché non si da l’anima in campo non si può pretendere di vincere partite come queste». 

Su Biglia – «Lucas è stato un esempio perché ha fatto cose strabilianti, tutta la società deve apprezzare un giocatore e un uomo del genere perché ha saputo mettere in difficoltà l’intero staff medico cercando di fare un recupero incredibile. Domani lo valuteremo ancora non è al 100%». 

Sulla Juve – «Mi ha sempre dato la sensazione di avere una grandissima mentalità, una squadra orgogliosa e avvelenata. Il Milan ha sempre avuto giocatori più tecnici, di grande personalità; la Juve è forse stata più disciplinata e questa è una dote che ho sempre ammirato. Quando si vince sempre significa che qualcosa in più degli altri ce l’hai. Certo, il tipo di calcio e mentalità espressa dal Milan in Europa risulta essere più vincente ma arrivare primi è difficile sempre. Se poi mi chiedi se è più prestigioso vincere lo Scudetto o la Champions ti dico la Champions, però arrivare in Finale è come vincerla».

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