Derby, Zanetti ricorda i suoi avversari più temibili

Javier Zanetti
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L’ex capitano nerazzurro Javier Zanetti ricorda con piacere i campioni rossoneri del passato complici di tante battaglie sul campo

Continua la carrellata di ricordi pre-Derby, una sorta di amuleto volto ad esorcizzare la tensione e la “paura” di perdere. Si perchè di paura si tratta, certo sportivamente parlando ma pur sempre vera nell’animo di chi il Derby lo ha sempre vissuto da giocatore e da tifoso. Non sarà una gara scudetto e siamo solo ad ottobre ma come detto più volte il Derby è una gara fuori classifica dove i 3 punti contano relativamente ma bensì è importante vincere solo per battere l’avversario.

IL PRIMO CON IL VAR-Una volta tra tifosi era l’occasione per sfottersi al bar oppure in ufficio, magari recriminando questo o quell’altro episodio. L’avvento del Var ha quasi cancellato tutto questo risolvendo quello che per gli addetti ai lavori era un problema mentre per i tifosi l’occasione per dibattere tra un caffè e l’altro. Chissà come sarà il primo derby senza polemiche? Fermo restando che di polemiche non ce ne siano perchè anche il Var al momento ha le sue defezioni da inserimento in squadra.

ZANETTI-La Gazzetta dello Sport ha intervistato l’ex nerazzurro Javier Zanetti, il quale ha raccontato le emozioni del passato, lui che di Derby ne ha visti tanti: «Giocare Inter-Milan a San Siro, con 80.000 persone sugli spalti, è un’esperienza unica al mondo. Con Paolo Maldini abbiamo poi vissuto derby storici, fantastici, pieni di fuoriclasse. Si fermava il mondo per vedere Inter-Milan. Gare sentitissime, grande rispetto in campo e fuori. Ancora oggi è bello rivedersi in giro per varie iniziative. L’avversario che ho sofferto di più? Kakà, un mostro, era ovunque, velocissimo, quasi immarcabile. Ricordo una corsa a due con lui, una ripartenza terribile, riuscii ad accompagnarlo a fondo campo, venne giù San Siro per applaudirmi, ma io ero letteralmente senza ossigeno alla fine di quella volata. Sheva? Ci ha bucati in quasi tutte le partite. Aveva tutto: velocità, cuore, dribbling e tiro. Ed era pure un ragazzo meraviglioso… Il più forte giocatore in assoluto nei miei derby? Senza dubbi il nostro Ronaldo, quello del 1997-98 in particolare. Mai visto niente di simile: devastante, esaltante, un marziano».

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