Non c’entra la barba, c’entra la classe. Come titola La Gazzetta dello sport, Simone Zaza risponde ad Alessio Cerci, il protagonista mancato del pomeriggio di ieri a San Siro, più che per l’aspetto estetico (che comunque in qualche misura ha inciso, il barbuto Zaza batte lo sbarbato Cerci) per il gol decisivo con cui è stato deciso il match.
Il numero 10 del Sassuolo ha sfoggiato un’ottima prestazione insieme con i suoi due compagni di tridente Berardi e Sansone, a differenza del tridente milanista dove Bonaventura si è rivelato prevedibile, El Shaarawy solo volenteroso e Menez fumoso. I neroverdi hanno vinto proprio come una volta faceva il Milan quando era grande: controllare la gara in modo tranquillo (eccetto i primi 20 minuti), sfoderando in seguito due gol di classe. L’ingresso di Pazzini e del tanto atteso Cerci non è servito per cambiare il volto alla gara perchè il protagonista è stato lui, Zaza: “Sapevamo che se avessimo pressato il Milan l’avremmo messo in difficoltà. Il mio obiettivo è giocare in un club italiano ma in questa stagione resto al Sassuolo“. Queste le parole dell’attaccante emiliano.