Calhanoglu, qualcosa deve cambiare: così è un peso

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Ad Empoli l’ennesima brutta prestazione di Hakan Calhanoglu che conferma il disastroso inizio di stagione dell’anno scorso

La gara di ieri ad Empoli ha portato alla luce una questione che è stata sottaciuta ormai per troppo tempo: le prestazioni di Hakan Calhanoglu. Arrivato in rossonero due estati fa accompagnato da video sulle sue punizioni ma anche da ottime cose fatte vedere con la maglia del Bayer Leverkusen, il fantasista turco ha cominciato notevolmente al di sotto delle aspettative la propria esperienza al Milan aggiudicandosi, anche frettolosamente, la nomina di “bidone” al termine del girone di andata. Poi dopo l’arrivo di Gattuso anche Calhangolu ha alzato i giri del proprio gioco concludendo la prima stagione in rossonero con qualche luce (8 reti e 13 assist in 45 presenze) ma senza mai realmente far vedere lo straripante giocatore che aveva dimostrato di essere in Germania. La seconda stagione, quella della consacrazione, parte sulla falsariga della prima con 5 presenze e nessun gol e assist a referto ma una sola convincente prova contro la Roma per poi diradarsi come la nebbia in brianza. Ieri ad Empoli Gattuso ha persino deciso di sostituirlo con Castillejo nonostante il risultato di parità, proprio a voler sottolineare l’incapacità del turco a costruire azioni degne di nota negli ultimi 20-30 metri. Nessun cambio di passo, poche verticalizzazioni e zero tiri in porta per Calhanoglu che ad oggi rappresenta il vero peso negativo sulla bilancia dell’attacco rossonero, ieri orfano del proprio leader Gonzalo Higuain.

L’arrivo al Milan dopo la squalifica di 4 mesi e attualmente il divorzio in atto dopo pochi mesi dalle nozze potrebbero sicuramente aver appesantito la testa dell’ex Leverkusen che però deve ancora dimostrare realmente le proprie capacità al Milan. Gattuso sa per certo che qualcosa deve cambiare: o il ruolo o l’uomo, con Castillejo scalpitante nonostante i dubbi riguardanti la sua tenuta nei novanta minuti. A sottolineare le differenze tra il Calhanoglu ammirato in Germania e la brutta copia avvistata in maglia rossonera c’è un dato, quello delle punizioni segnate: 7 reti su calcio piazzato nelle ultime stagioni (meglio solo Messi), mentre in rossonero solo una contro la Fiorentina all’ultima giornata dello scorso campionato. Convenendo con De Gregori e il suo «Non è da questi particolari che si giudica un giocatore» va però detto che ad oggi Hakan non ha ancora convinto pienamente nel ruolo di esterno offensivo (al Bayer per lo più giocava trequartista) ma fresco dei suoi soli 24 anni può solo migliorare. Tuttavia mai come oggi l’intervento di Gattuso appare necessario.