Amorim ha trovato qualche certezza per il suo Milan. Dai due mediani all’estro sulla trequarti, Milan-Lecce ha dato più di qualche segnale
Il cantiere rossonero comincia a mostrare pilastri solidi. Secondo La Gazzetta dello Sport, le scelte di Ruben Amorim iniziano a tracciare una roba precisa per il suo Milan, complice la scia di indicazioni arrivate dalla convincente prestazione offerta contro il Lecce nell’ultimo turno di campionato.
Il primo, vero manifesto tattico della gestione del tecnico portoghese risiede nel cuore del campo. L’inedito e lusinghiero asse formato da Adrien Rabiot e Luka Modrić rappresenta la bussola geometrica e di personalità della squadra. Esperienza internazionale, letture sopraffine, cattività agonistica e una gestione dei ritmi che, a Lecce, ha offerto ampi margini di sicurezza nella transizione e nel palleggio. Modrić detta i tempi con la consueta maestria accademica, mentre Rabiot garantisce quella fisicità e capacità dirompente di occupare entrambe le fasi che esalta l’equilibrio complessivo.
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Ma se la sala macchina parla croato-francese, la luce offensiva resta indissolubilmente legata alle geometrie e allo spunto di Christian Pulisic. L’americano si conferma l’elemento a cui Amorim non può e non vuole rinunciare: trequartista o esterno accentrato, la sua capacità di spaccare le linee avversarie, creare superiorità numerica e convertire palloni sporchi in occasioni pulite costituisce l’arma in più dei rossoneri.