Seedorf:«Milan? Vincente anche se non si può sempre vincere»

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Clarence Seedorf ha parlato ai microfoni di Milan Tv in occasione del Derby di domenica, una schietta confessione tra riflessioni e ricordi

Clarence Seedorf torna a parlare del Milan, lui che con i colori rossoneri ha vinto tanto e che per un periodo poco fortunato ne ha preso in mano le redini da allenatore. Oggi nella sua serenità ricorda i bei tempi, a pochi giorni dal Derby.

PAOLO MALDINI: «Ci vediamo e sentiamo spesso. Il rapporto si è rafforzato da quando abbiamo smesso di giocare. Paolo per me rappresenta molto più di un calciatore, perchè la sua longevità di carriera dev’essere un esempio per i giovani e non solo di comportamento e di stile. Abbiamo valori simili nella vita». 

IL MILAN DI OGGI: «Vincente. Non si può sempre vincere, ma essere vincente sì. Anche quando si perde puoi esserlo, per come affronti le partite e quanto sei competitivo. Non devi abbatterti nelle difficoltà, anzi, trovare più coraggio ancora. Questo per me significa essere vincente quando dico Milan».

IL DERBY DEL CUORE: «Si sente appena appena nell’aria che ci sarà il derby. Per me è molto facile dirne uno preferito, anzi no. Ce n’è stato uno in cui abbiamo vinto 3-2 in rimonta con mio gol. Ho deciso di calciare in quel modo da quando ho stoppato il pallone prima di accentrarmi. Da lì ho lasciato andare il tiro e per fortuna Kakà è stato bravo ad abbassarsi, perchè mi sarei arrabbiato molto se me l’avesse fermato. Sento spesso Toldo, che era in porta in quella partita e ogni tanto ci prendiamo in giro. L’altro derby è stato la semifinale di Champions League del 2002/2003, un’emozione molto forte. Sono state due partite molto sofferte ed equilibrate, però abbiamo portato a casa il derby. E poi siamo andati ad Old Trafford a portare a casa la Coppa contro la Juventus».

RIVOLUZIONE MILAN: «I cambiamenti prima o poi avvengono per tutti e i cicli finiscono per tutti. L’era Berlusconi è un’era piena di gioie e trofei che rimarranno nella storia del calcio per sempre. 30 anni sono tanti. Quando sono tornato da allenatore al Milan era già una fase molto turbolenta della società, quindi il cambiamento era quasi inevitabile. E’ avvenuto e mi sembra che la nuova proprietà e il nuovo manager abbiano idee ben chiare. Hanno impostato una squadra, ora serve lavorare con dedizione e forza per riproporre un Milan competitivo ai massimi livelli in Italia e in Europa. Ci vuole tempo per queste cose, anche se nel calcio moderno ce n’è sempre di meno. Il DNA del Milan non sparirà da un giorno all’altro e speriamo che torni dove i tifosi possono godere di emozioni, non solamente vincere. Ho imparato a conoscere il tifoso milanista. Il tifoso vuole poter sognare con queste vittorie. Speriamo possano tornare a farlo presto».

PER I TIFOSI: «E’ sempre un piacere collegarmi con i tifosi. Li ringrazio sempre per tutto il calore quando vado per strada e non solo. Sostenete sempre la squadra, specialmente in questo momento di ricostruzione. Il Milan sarà sempre il Milan grazie a voi».

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