Gravina: «Vi racconto la vittoria agli Europei»
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Gravina: «Vi racconto la vittoria agli Europei»

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Il presidente della FIGC, Gabriele Gravina, racconta la vittoria dell’Italia ad Euro 2020, dopo una settimana: le sue parole

Gabriele Gravina racconta al Corriere della Sera la straordinaria vittoria dell’Italia ad Euro 2020.

ITALIA CAMPIONE D’EUROPA – «Sono orgoglioso perché questo successo viene da lontano. Quando sono arrivato in Figc, nel 2018, abbiamo rivisitato l’intero Dipartimento, provando a cambiare la mentalità e cercando di organizzare la Nazionale come un club. Dopo la cocente delusione per la mancata qualificazione al Mondiale in Russia dovevamo raccontare una nuova storia agli italiani, puntando sui giovani. Ed è una storia bellissima. Mancini è l’interprete perfetto per il nuovo rinascimento azzurro».

VIALLI – «Perché è una persona di grande spessore, il profilo migliore per trasmettere coraggio, valori e esperienza ai giocatori. E poi volevo riunire i gemelli del gol. L’abbraccio tra Luca e Roberto, durante l’Europeo, è stato un regalo a tutti per le emozioni che ha generato».

DE ROSSI – «Una felice intuizione. A Daniele serviva un’esperienza formativa ai massimi livelli e a noi un campione del mondo che potesse parlare la stessa lingua dei calciatori. Quasi tutti gli azzurri lo conoscevano per averci giocato insieme Un pezzo di questo Europeo è anche suo».

INGINOCCHIARSI – «Ho scelto di lasciare liberi i giocatori perché sono convinto che l’imposizione sia a sua volta una forma di violenza. D’altronde solo 4 squadre su 24 hanno aderito a questo tipo di protesta. Le critiche sono state sproporzionate e pretestuose nei confronti di una Nazionale tra le più sensibili e impegnate nel sociale».

SEGRETO ITALIA – «Lo spirito di gruppo che è diventato evidente in occasione dello sfortunato infortunio di Spinazzola. Dopo che Leonardo si è rotto il tendine d’achille, nella squadra è maturata la consapevolezza di poter vincere anche per lui».

COSA LO HA IMPRESSIONATO – «Ogni componente di questo gruppo ci ha insegnato qualcosa. A cominciare da Pellegrini, che ci ha dovuto lasciare alla vigilia dell’esordio per un infortunio. Nessuna individualità è stata anteposta agli interessi del collettivo: questo ha fatto la vera differenza. Il volto sorridente di Insigne è la fotografia della gioia di stare insieme. Ma non dimenticherò neppure la sicurezza con cui Chiellini e Bonucci ci hanno guidato, l’affettuoso Florenzi che appoggia la testa sulla mia spalla e la generosità di Sirigu sempre pronto a supportare i compagni».

ANEDDOTO – «Sono riuscito a sfuggire alla doccia fredda che mi aveva promesso Florenzi e questo mi rende orgoglioso (ride, ndr). Scherzi a parte credo che con la docu-serie poche cose siano rimaste nascoste. Sogno azzurro è un altro progetto vincente, che dimostra il senso di innovazione della Figc. E poi ci sono le risate, le lacrime e tutti gli sguardi che sono serviti a formare un gruppo straordinario».

EURO 2028 – «Un’opportunità per il Paese e dobbiamo saperla cogliere. All’Italia manca un grande evento da troppi anni, è arrivata l’ora di accelerare sugli stadi. L’ottima organizzazione delle 4 gare a Roma ha dimostrato che se lavoriamo come squadra, anche a livello istituzionale, possiamo ambire a risultati prestigiosi».

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