Bonucci a chi lo fischia: «Imbecilli». Ecco perché un campione non lo sarai mai

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Bonucci risponde con un’infelice battuta a chi ha “osato” criticarlo dagli spalti di San Siro: forse si aspettava applausi scroscianti?

Leonardo Bonucci ieri al termine della partita della Nazionale pareggiata contro il Portogallo tra le mura amiche di San Siro ha aspramente e duramente criticato chi dagli spalti del Meazza gli ha riservato fischi e cori denigratori. Si trattava presumibilmente di tifosi del Milan ovviamente traditi dal loro ex capitano arrivato in rossonero tra mille aspettative e poi tornato alla Juventus dopo una stagione fatta di proclami e niente più. A prescindere dalle vicende legate al suo ritorno all’ovile bianconero Bonucci non solo ieri sera non ha compreso le più che giustificate critiche ma ha addirittura additato i tifosi che lo fischiavano come «Imbecilli». Una risposta che conferma totalmente la mancanza di assunzione di responsabilità già palesata da Bonucci durante il suo deprecabile anno al Milan ma anche un grossolano e inspiegabile senso di intoccabilità che è forse la sola cosa che artificiosamente lo dovrebbe, nel suo senso, paragonare ai grandi fuoriclasse di oggi.

In verità Bonucci un campione non lo è e proprio per quella macchia rossonera presente nella sua carriera, da lui stesso creata e così celermente estirpata dalle memorie comuni a suon di “pulizie” social, non lo sarà mai. I fischi di San Siro non solo andrebbero compresi ma persino giustificati perché quando si sbaglia, e i Campioni fanno così, ce ne si assume tutte le conseguenze.