Beresi: «Mai il rischio di andare alla Juve. CR7? Lo marcherei come Maradona» – VIDEO

Franco Baresi ha parlato in occasione della presentazione del libro “Sempre Milan” sui 120 anni del club rossonero

L’ex difensore rossonero Franco Baresi, storico capitano, ha parlato alla presentazione del libro “Sempre Milan” sui 120 anni del club di Pellegatti. Queste le sue parole:

«Non c’è mai stato il rischio di andare alla Juventus. La mia avventura al Milan è stata lunga e bella, ho vissuto momenti diversi, diverse generazioni. Ho giocato con Rivera all’inizio e ho imparato tantissimo. Ho vissuto anche anni non bellissimi ma è stata una grande storia che questo libro racconta. Non è facile raccontare la storia del Milan, sono passati grandissimi campioni e fuoriclasse. Le società, i giocatori hanno dato un contributo importantissimo emozionando. Il Milan ha lasciato una traccia importante». 

SU BERLUSCONI – «Ricordo l’emozione nell’incontrare la prima volta Silvio Berlusconi. Portò una ventata di entusiasmo, cambiò tutto l’arredamento di Milanello. Trasmise qualcosa di importante con una nuova filosofia dicendo che voleva vincere in pochi anni. Eravamo stupiti e sbalorditi ma venivamo da anni poco felici e avevamo voglia di far qualcosa di importante. Con le sue idee innovative ci ha trasmesso le cose importanti».

SUL VALORE DELL’ESTETICA – «Il Milan è sempre stato attento all’estetica, all’eleganza, all’immagine. Van Basten e la sua eleganza ad esempio. Rivera mi sembrava inarrivabile e cercai di prendere il suo carisma e il suo modo di proporsi a giocatori ed avversari. Non parlava tantissimo ma quando si muoveva si mettevano sull’attenti. Ho giocato con gli stessi giocatori, come FIlippo Galli e Costacurta, per quasi dieci anni. Tutto era più facile. Quando iniziai a ventidue anni con la fascia da capitano ho imparato strada facendo l’esempio e il comportamento da dare. Le finali sono belle, quelle che si vincono di più ma dobbiamo considerare che ci sono anche gli avversari».

SULLA GRANDEZZE DEI SUOI COMPAGNI – «Giocando contro i Gullit, i Van Basten ti accorgevi di quanto fossero forti. Anche Riijkaard era fortissimo. I tre olandesi hanno dato tantissimo al Milan. La prima Coppa del Mondo a Tokyo è stata un’esperienza incredibile, fu una partita difficile». 

SULL’ATTUALE MOMENTO DEL MILAN – «Non è mai facile dare consigli da fuori. La squadra è nuova, sono arrivati giocatori nuovi. Devono essere più convinti, la sicurezza si trova con i risultati e abbiamo bisogno di qualche risultato importante che dia fiducia e stima. La squadra è giovane e serve questo input. Per non prendere gol c’è bisogno di tutto l’undici che si deve muovere insieme ed essere compatta. San Siro deve diventare la nostra fortezza».