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Serafini: «Ecco cosa penso sui rinnovi di Ibra, Calha e Donnarumma»

Alberto petrosilli

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Serafini

Luca Serafini ha spiegato come secondo lui Ibra e Donnarumma rinnoveranno sicuramente, su Calhanoglu le maggiori perplessità

Intervistato dai microfoni di “Assist Perfetto”, Luca Serafini ha analizzato il momento del Milan e il suo prossimo futuro, con un occhio particolare ai rinnovi:

SULLO SCUDETTO: «I rossoneri devono sperare di vincere lo scudetto. Fino all’ultima giornata. Nel calcio abbiamo visto cose impensabili, quindi il Milan ci deve credere fino alla fine. Dopo 28 giornate ne abbiamo vissute 22 in testa, con le restanti 7 sempre più vicini all’Inter che alla terza in classifica, quindi il Milan ci deve credere e guardare avanti, perché solo guardando chi hai davanti, e non chi hai dietro, ti fa venire la giusta motivazione per vincere le partite».

SULLA STAGIONE DEL MILAN: «Non mi sarei aspettato un post lockdown della scorsa stagione in quella maniera. Fino a marzo 2020, prima della pandemia, c’erano ancora troppi alti e bassi, anche se con l’arrivo di Ibrahimovic la squadra aveva assunto un’identità particolare. L’ultima giornata di campionato della scorsa stagione dissi, tra i pochi, se non l’unico, che doveva essere la prima partita della nuova stagione. Se il Milan avesse fatto una grande partita con il Cagliari (come poi è successo, vincendo 3-0), l’anno prossimo (quindi quest’anno ndr) sarebbe stato in corsa per lo scudetto, o comunque non avrebbe perso troppe partite, perché la squadra era solida. Come poi è stato. Quindi questa stagione non mi ha sorpreso. Me lo immaginavo».

SORPRESE E DELUSIONI: «Più sorpreso Kalulu. Non penso avesse tutta questa personalità. E’ entrato subito benissimo nel Milan. Non è da tutti. E’ veramente sbocciato dal nulla. Diventerà forte.Deluso Leao. Ripongo in lui grande fiducia, ed invece, così come Pato, sta facendo meno del suo potenziale. Ha il dna del fuoriclasse. Ha un’eleganza ed un controllo palla fantastico, ma il problema è la testa, che è deludente. Nel calcio, come nella vita, non basta solo il talento».

SUI RINNOVI: «Io penso che Donnarumma alla fine rinnoverà per tutta una serie di concatenazioni. Io ho comunque piena fiducia nelle scelte di Maldini e della società. Hanno una linea precisa su ciò che bisogna fare. Riguardo a Raiola (procuratore di Donnarumma ndr) è un professionista eccellente, non ho un odio per lui, come potrebbero averlo altri. Tutti i procuratori, alla fine, fanno come Raiola. Lui è anche bravo, perché molti soldi che guadagna li investe sui giovani per farli crescere. Per Calhanoglu evidentemente c’è ancora qualcosa da limare tra giocatore e società, ma penso che alla fine si troverà un accordo. Il suo è un discorso diverso rispetto a Donnarumma, perché ha 27 anni, e per lui questo sarebbe il suo contratto finale, se magari gli facessero un quadriennale, quindi ci sta che cerchi di ottenere il massimo possibile di ingaggio. La società, e Maldini, hanno comunque dei limiti ben precisi di ingaggio. Se Calhanoglu dovesse chiedere una cifra non in linea con il pensiero della società saranno saluti».

SU IBRA: «Rinnoverà. E vi dico di più: si fermerà poi anche al Milan come dirigente quando si sarà ritirato. Zlatan è in piena sintonia con l’allenatore e la società. Un aggettivo per descrivere Ibra? Assoluto! Lui e Pioli hanno fatto un grande lavoro sul Milan. Non è mai esistita una figura come Ibra così influente in una squadra».

TOMORI E I RISCATTI: «Meitè non saprei. E’ un giocatore che a Pioli piace, ma tutto dipende da cosa farà nelle prossime giornate. Tomori lo considero il primo obiettivo di mercato del Milan, quindi sì, verrà riscattato. Tonali è uno dei prospetti del calcio italiano più interessante. Nello spogliatoio si è integrato bene. In campo deve ancora crescere, ma è giovane, ha tempo: serve pazienza. Anche Pirlo ha dovuto cambiare 4 maglie e ruolo per diventare il fuoriclasse che poi è diventato, e aveva 22/23 anni quando è sbocciato. Ci vuole quindi pazienza per Tonali, ma diventerà forte».

COSA MANCA AL MILAN: «Manca un attaccante titolare, di prima fascia, che si giochi il posto in ogni partita, che non faccia quindi esclusivamente la riserva. Serve poi un altro centrocampista, perché Krunic è troppo spesso adattato. Ed infine serve anche una valida alternativa ai terzini».

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