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Rivoluzione Milan, Gattuso ora cambia: Paqueta trequartista e due punte

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La sconfitta di ieri sera a Genova contro la Sampdoria sembra aver definitivamente convinto Gattuso a cambiare: la Champions è a rischio

Ci si aspettava una reazione importante dopo la cocente delusione del derby e invece ieri al Marassi il Milan è apparso ancora una volta involuto e totalmente incapace di reagire dopo un gol subito (nuovamente) poco dopo il fischio iniziale. Le parole di Gattuso in settimana non sembrano aver dato i frutti sperati: essere tornato a parlare del derby due settimane dopo e delle difficoltà nel produrre gioco hanno consegnato al tecnico calabrese una squadra totalmente sfiduciata e per nulla convinta dei propri mezzi come testimoniato dai tanti, tantissimi errori in fase di impostazione a partire da Gigio Donnarumma in occasione del gol di Defrel.

Inoltre, e qui l’altra nota dolente per Gattuso, la squadra messa in campo al Marassi ha diversi errori di concetto a partire dalla scelta (meno tecnica e più societaria) di far sedere in panchina Kessie e al contempo anche Lucas Paqueta, gli unici due giocatori in grado di produrre “strappi” nella trequarti avversaria, mettendo in campo un centrocampo totalmente statico e prevedibile fatto del palleggio fine a se stesso di Lucas Biglia e Bakayoko e dell’oggettiva difficoltà di Calhanoglu nel saltare l’uomo creando superiorità numerica. Ciò che resta è il solito prevedibile gioco fatto di sovrapposizioni sterili sugli esterni (mai premiati né da Suso e né da Castillejo) e da lanci lunghi alla ricerca di un Piatek totalmente controllato, sia regolarmente che irregolarmente, dalla fisica difesa doriana.

I cambi operati sul finale non sono solo un tentativo disperato di risollevare la sorti di una gara che rischia di compromettere l’intera stagione rossonera ma anche un esperimento tattico (il 3-4-1-2) utile a rendere il Milan meno prevedibile grazie alla compresenza di esterni capaci di giocare tutta fascia; Paqueta e Calhanoglu pronti a scambiarsi il ruolo di mezzala e trequartista e due punte: Piatek e Cutrone. Ciò che è emerso è un Milan rinvigorito con un Paqueta sugli scudi, il ché rende ancora più incomprensibile la scelta di non farlo giocare dall’inizio, e una squadra finalmente capace di mettere in apprensione una squadra organizzata e che gioca a memoria come la Sampdoria di mister Giampaolo. Martedì in casa contro l’Udinese il Milan avrà l’occasione di spegnere le polemiche sul nascere “resettando” la sensazione di tracollo emotivo e tecnico che sembra avvolgere l’intero ambiente. Per farlo però Gattuso dovrà vincere e convincere, sceticci ma anche estimatori, dimostrando a tutti di possedere il coraggio di cambiare.

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